Lirica e testi pop con musica d’autore la «seconda vita» di Ilaria Gusella
La prima canzone è stata scritta dall’autore di Francesco Gabbani, in arrivo il nuovo singolo
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Lirica e testi pop con musica d’autore la «seconda vita» di Ilaria Gusella
di Mauro Della ValleLa prima canzone è stata scritta dall’autore di Francesco Gabbani, in arrivo il nuovo singolo
Un anniversario di matrimonio, un luogo magico, un incontro casuale. È questa la combinazione di eventi che, nel giro di pochi mesi, ha portato la cantante lirica Ilaria Gusella ad incidere il suo primo singolo, «Una domenica che non riposa». Il brano, che nulla ha a che vedere con il belcanto, è uscito sui digital store. Si tratta di un brano in controtendenza con i tempi odierni: niente rap, trap, urban, hip-hop; «semplicemente» musica d’autore o autoriale, per chi preferisce il termine più tecnico. A scriverla è stato Claudio Gabelloni, collaboratore di cantanti come Cristiano De André e Francesco Gabbani, di cui è grande amico. Se questa potrà essere una nuova via alternativa alla lirica, lo dirà un ulteriore nuovo singolo dal titolo «Con passo leggero», che dovrebbe uscire in questi primi di marzo. Annuncia Gusella: «Sarà questa la vera sorpresa».
La serata all'Arena
Ma torniamo alla combinazione di eventi iniziale: come regalo per il ventesimo anno di matrimonio, il primo ottobre, Gusella ha ricevuto in dono dal marito Francesco Rucco, già sindaco di Vicenza e all’epoca in corsa per le elezioni regionali, una serata all’Arena di Verona (il luogo magico) in occasione del concerto di Gabbani, del quale è ammiratrice. «Lì – spiega -, ho avuto l’occasione e la fortuna di conoscere Alessandro Di Dio Masa che è il primo maestro di chitarra di Gabbani e in conclusione di serata lo stesso Gabbani. Un regalo oltre il regalo e già sarebbe bastato questo, invece, saputo che ero una cantante lirica, Di Dio Masa, che è anche produttore, ha pensato ad un progetto che fosse una sorta di fusione tra lirica e musica leggera, genere che io ho frequentato prima di laurearmi, come soprano, al conservatorio Pedrollo di Vicenza».
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Il brano racconta di una giornata come tante altre, una delicata riflessione sul trascorrere del tempo. «Mi sono innamorata subito del testo – confessa Gusella -, perché va controcorrente rispetto a tante canzoni odierne. Credo sia questo un momento in cui abbiamo urgente bisogno di gentilezza, di musica “pulita”, fresca. Mi ci sono ritrovata e in punta di piedi ho aggiunto delle mie piccole cose, non certo sui testi, visto l’autore, quanto sul fronte musicale».
Una vita per la musica
Gusella non è nuova a simili progetti: cinque anni fa ha partecipato, assieme ad altri cantanti lirici, ad un cd di sola musica pop, tant’è che il brano da lei registrato era «Shallow», di Lady Gaga. In questa veste non è certo la prima a cimentarsi in un campo totalmente differente da quello operistico: basti ricordare, una per tutte, Monserrat Caballé con Freddy Mercury nell’album Barcelona o i tanti cantanti pop che duettavano con Pavarotti al suo annuale evento benefico. Il suo, tuttavia, è un percorso certamente unico e originale, iniziato nei cori parrocchiali, transitato poi nella polifonia del coro diretto da Maurizio Fipponi, con una parentesi di pianobar e il ritorno al canto barocco e sacro diretta da Enrico Zanovello, per approdare a 32 anni al Conservatorio di Vicenza (da neomamma e da lavoratrice). Subito dopo il diploma in canto sono iniziate le produzioni liriche e l’attività concertistica anche con la Schola Poliphonica del santuario di Monte Berico, coro del quale è vocalista, per dirigere, dal 2019, il Coro di voci bianche Armonie palladiane di Vicenza e gestire la scuola di canto dell’associazione In Arte Veneto di cui è presidente.
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1 marzo 2026
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