La Sardegna non sia un’isola-carcere
Il governo ha deciso di istituire sette istituti di massima sicurezza in 5 regioni italiane per 750 detenuti, un terzo dei quali in Sardegna
La Sardegna non sia un’isola-carcere
Elvira Serra | 1 marzo 2026Il governo ha deciso di istituire sette istituti di massima sicurezza in 5 regioni italiane per 750 detenuti, un terzo dei quali in Sardegna
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Sapevate che oggi in Italia ci sono 750 detenuti in regime di 41 bis? Sono quelli più pericolosi: i capi della criminalità organizzata. Si potrebbe opinare sulla capacità rieducativa del carcere duro prevista dalla nostra Costituzione. Ma non è questo il tema: e, nel merito, si sono comunque già espresse la Corte costituzionale e la Corte europea dei diritti dell’uomo. Attualmente questi 750 detenuti sono reclusi in 12 istituti di pena distribuiti in 8 regioni. Ora il governo ha deciso di trasformarne sette in carceri «dedicate», riducendo le regioni ospitanti a cinque. L’anomalia è che tre dei sette istituti saranno in Sardegna: a Uta (Cagliari), Bancali (Sassari) e Badu ‘e Carros (Nuoro).
In Sardegna, ha spiegato il sottosegretario al ministero della Giustizia Andrea Delmastro durante l’informativa della Conferenza Stato Regioni del 18 dicembre scorso, agli attuali 192 detenuti in 41 bis se ne aggiungerà un 20 per cento. Riepilogo: avremo 7 istituti di massima sicurezza in 5 regioni italiane per 750 detenuti, un terzo dei quali in Sardegna: 230. I detenuti sardi «comuni» dovranno essere trasferiti in Continente, perdendo il diritto alla territorialità. Ma diamolo per buono. E prendiamo a caso la città di Nuoro. Se in futuro un detenuto in 41 bis avrà bisogno di andare all’ospedale, un’intera ala del «San Francesco» dovrà essere allestita per garantirne l’isolamento. Però stiamo parlando di un ospedale che, purtroppo, chiude i reparti per mancanza di medici. C’è poi un altro aspetto, chiamiamolo «commerciale».
La governatrice Alessandra Todde lo ha detto chiaro, a proposito della nuova popolazione carceraria in arrivo: «Sono signori che rappresentano i consigli di amministrazione della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra, e sicuramente avranno impatti sulle nostre attività». Il Consiglio regionale sardo la scorsa settimana ha approvato un ordine del giorno trasmesso al Parlamento con procedura rafforzata per chiedere la modifica dell’articolo 41 bis della legge 354 del 1975 dove individua «preferibilmente in aree insulari» la collocazione dei detenuti più pericolosi. Sabato a Cagliari oltre mille persone, tra le quali 120 sindaci, sono scese in piazza contro il piano del governo. La protesta non è irragionevole. Non trasformiamo la Sardegna in un’isola-carcere. Non torniamo indietro di cent’anni.
1 marzo 2026 ( modifica il 1 marzo 2026 | 20:41)
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