Il sentimento del tempo? La nostalgia
Corriere della Sera - Cultura

Il sentimento del tempo? La nostalgia

Domenica 1 marzo 2026
3 visualizzazioni

La nostalgia ha spesso dei risvolti tutt’altro che regressivi. Per esempio nella poesia, dove nei casi migliori è una spinta creativa e civile, attraverso le ferite della memoria, verso la conoscenza di sé e degli altri, la critica e il sentimento aspro del tempo

Iran, le ultime notizie sull'attacco di Usa e Israele in diretta | Ucciso in un raid anche l'ex presidente Ahmadinejad. Morti tre soldati Usa

Il sentimento del tempo? La nostalgia

Paolo Di Stefano | 1 marzo 2026

La nostalgia ha spesso dei risvolti tutt’altro che regressivi. Per esempio nella poesia, dove nei casi migliori è una spinta creativa e civile, attraverso le ferite della memoria, verso la conoscenza di sé e degli altri, la critica e il sentimento aspro del tempo

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Per molti è una parola che non va pronunciata, una specie di spauracchio impopolare. La parola è «nostalgia». Per di più il nostalgico, per lungo tempo nel dopoguerra, era quello che rimpiangeva i bei tempi andati del regime, quando c’era lui e quando si poteva dormire con le porte aperte (il Catenacci di Giorgio Bracardi ne fu la sublime parodia). Se è così, legittimo diffidarne (o riderne). Ma non è così. La nostalgia in realtà ha qualcosa di più ambiguo e sottile. Come ci ha insegnato il suo studioso maximo, Antonio Prete, da malattia (quella dei mercenari svizzeri che nel Seicento operavano all’estero) è divenuta sentimento nell’Europa ottocentesca. Uno sviluppo semantico simile alla «malinconia». Il fatto è che la nostalgia ha spesso dei risvolti tutt’altro che regressivi. Per esempio nella poesia, dove nei casi migliori è una spinta creativa e civile, attraverso le ferite della memoria, verso la conoscenza di sé e degli altri, la critica e il sentimento aspro del tempo. Sottolineato: nei casi migliori (Leopardi, Baudelaire, Montale, Caproni, Luzi ecc.).

Tutto questo non basta a essere ottimisti rispetto alle nostalgie che viviamo. E di cui il Festival di Sanremo (se davvero — ma davvero? — rappresenta lo specchio del Paese) è un segnale clamoroso. Da anni, infatti, pare che la serata di maggior audience sia quella delle cover (le riproposte, adattate, di vecchie canzoni). In più, quest’anno, oltre ai numerosi omaggi in memoria e alle tante mamme evocate, a potenziare l’idea di un ritorno alla grande della nostalgia canaglia ci si è messo anche il vincitore. Il neomelodico Sal Da Vinci ha risuscitato d’un colpo, con l’inno alla fedeltà eterna nel matrimonio, gorgheggi e patetismi di Villa Merola Iglesias Albano e Romina. La notizia che «Per sempre sì» spopola su TikTok fa venire il dubbio che da sentimento la nostalgia stia tornando alle origini: una patologia (non più da vecchi ma da giovani).

1 marzo 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Walter Veltroni

Il coraggio e il senso del futuro

Domenica 1 marzo 2026 di Paolo Di Stefano

Il sentimento del tempo? La nostalgia

Domenica 1 marzo 2026 di Elvira Serra

La Sardegna non sia un’isola-carcere

Domenica 1 marzo 2026 di Federico Rampini

La grande scommessa

Sabato 28 febbraio 2026 di Federico Fubini

Il rebus petrolio

Sabato 28 febbraio 2026 di Cristina Dell Acqua

Fiducia, i figli alla ricerca di adulti credibili

Sabato 28 febbraio 2026 LEGGI TUTTI

Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

Iscriviti

Condividi questo articolo