Una stella nascente del cinema chiamata Maria Chiara Arrighini
Corriere della Sera - Cultura

Una stella nascente del cinema chiamata Maria Chiara Arrighini

Domenica 1 marzo 2026
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L'attrice, classe 1998, ha ricevuto la Menzione d’Onore del Premio Eleonora Duse alla miglior attrice emergente per lo spettacolo Wonder Women. Il 5 marzo sarà al Delle Ali di Breno con «Interrogatorio a Maria» di Testori ma in versione monologo

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Una stella nascente del cinema chiamata Maria Chiara Arrighini

di Pietro Keller Cassetti

L'attrice, classe 1998, ha ricevuto la Menzione d’Onore del Premio Eleonora Duse alla miglior attrice emergente per lo spettacolo Wonder Women. Il 5 marzo sarà al Delle Ali di Breno con «Interrogatorio a Maria» di Testori ma in versione monologo

Maria Chiara Arrighini

«Al liceo ero già appassionata di cinema ma guardavo soltanto brutti film. Però mi emozionavano, e facevo risalire la mia emozione a quella che mi sembrava provasse l’autrice. Così ho pensato che mi sarebbe piaciuto tentare di fare quello, su un set o su un palco». Maria Chiara Arrighini, classe 1998, bresciana, ha iniziato con un corso di teatro al liceo Calini. Poche settimane fa ha ricevuto, insieme a sue tre colleghe, la Menzione d’Onore del Premio Eleonora Duse alla miglior attrice emergente per lo spettacolo Wonder Women. Nel 2024, aveva esordito al Festival di Venezia con Quasi a casa, film diretto da Carolina Pavone e prodotto anche da Nanni Moretti in cui lei interpreta la protagonista, Caterina. Giovedì 5 marzo, sarà al teatro Delle Ali di Breno con Interrogatorio a Maria, il testo di Giovanni Testori che lei ha trasformato in un monologo.

«Finito il liceo, ho pensato che avrei voluto continuare a recitare, ma non avevo idea di cosa volesse dire intraprendere quella strada. Allora, accogliendo alcuni suggerimenti, ho deciso di passare un anno sabbatico: mi sono messa a lavorare per riuscire a pagarmi le lezioni di recitazione con un insegnante privato. Poi mi sono presentata ai provini dell’Accademia Silvia d’Amico di Roma e mi hanno preso». In Accademia, Maria Chiara ha conosciuto il regista Antonio Latella, che la dirige anche nel recente Wonder Women. «Avevano aperto un bando per un corso di formazione su Giovanni Testori condotto da Latella. Ciascuno di noi doveva scegliere un suo testo da studiare e portare sotto forma di monologo, io ho optato per Interrogatorio a Maria. Stavo attraversando un momento di crisi con la fede, avevo smesso di praticare. La mia idea iniziale era di distruggere il testo, concludere che non esiste nulla».

Interrogatorio a Maria fu scritto da Testori nel 1979, seconda parte di una trilogia sulla fede pensata poco dopo la morte della madre. Sono poche ma densissime pagine di accorata e quasi disperata preghiera che un coro rivolge alla Vergine, interrogandola sui misteri della fede e sul concepimento: «Ha una lingua difficilissima, credo di non aver mai cercato tante parole sul vocabolario in vita mia». Il testo ha interessato Arrighini, che interpreterà sia Maria che il coro, «anche per le domande violente che riguardano il corpo femminile sotto lo sguardo maschile. Maria risponde con una forza immensa, la forza generatrice del suo ventre». La visione della fede di Testori e quella di Arrighini «non coincidono. Ma studiando il monologo e portandolo in scena, il mio modo di vivere e di interpretare la spiritualità è cambiato, anche se col testo continuo a intrattenere un rapporto conflittuale».

Maria Chiara Arrighini ha 26 anni, le strade aperte restano tante: «Della mia esperienza sul set ricordo il processo di costruzione del film, il mio rapporto con la regista, l’emozione di vederlo una volta concluso. Ma amo allo stesso modo il cinema e il teatro: nel mio futuro c’è spazio per entrambi».

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