Il «cuore matto» di Little Tony batte tra le Colline del Prosecco, il collezionista: «Qui c'è la sua Cadillac, i dischi e lo smoking indossato a Sanremo nel 1959»
Corriere della Sera - Cultura

Il «cuore matto» di Little Tony batte tra le Colline del Prosecco, il collezionista: «Qui c'è la sua Cadillac, i dischi e lo smoking indossato a Sanremo nel 1959»

Sabato 28 febbraio 2026
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Treviso, Roberto Valerio e la casa museo a Valdobbiadene: «Little Tony era un grande amico e aveva un animo buono: qui la sua casa è aperta al pubblico»

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Il «cuore matto» di Little Tony batte tra le Colline del Prosecco, il collezionista: «Qui c'è la sua Cadillac, i dischi e lo smoking indossato a Sanremo nel 1959»

di Federica Gabrieli

Treviso, Roberto Valerio e la casa museo a Valdobbiadene: «Little Tony era un grande amico e aveva un animo buono: qui la sua casa è aperta al pubblico»

Roberto Valerio con la Cadillac del 1959

«Durante il Festival andavamo in giro per Sanremo con la nostra Cadillac Eldorado Biarritz del ’59. La gente si spostava dalle Ferrari per fotografare noi», ricorda Roberto Valerio. Era il 2003 e Little Tony tornava in gara con Bobby Solo. Ma fuori dall’Ariston, tra il lungomare e le vie del centro, a catturare gli sguardi era anche quell’auto americana dalle linee inconfondibili, simbolo dello stile e della passione dell’artista per i motori. «Era diventata un’attrazione», aggiunge Valerio, «e non solo per i fan: i colleghi erano entusiasti. Con Tony bastava poco: un sorriso, una canzone, e la gente si fermava».

Oggi quella Cadillac è custodita tra le colline patrimonio Unesco di Valdobbiadene, nel Trevigiano, cuore della “Little Tony Collection”, museo permanente unico al mondo, che sarà inaugurato il 1 marzo e raccoglie auto storiche, abiti di scena, dischi, jukebox, fotografie e oggetti personali. Qui non si celebra solo il cantante di “Cuore matto”, ma anche l’uomo generoso e l’amicizia che lo legava a Valerio. «L’ho conosciuto nel 1978, al campo sportivo di Valdobbiadene. Da lì è nata una grande amicizia. Era un rapporto puro», racconta Valerio. Ricorda concerti, passioni comuni e momenti di vita condivisi: «Eravamo due sognatori. Ci univano generosità, fede, rock e belle macchine. Tony faceva centinaia di concerti di beneficenza, anche per bambini o comunità in difficoltà. Era nel suo stile, e io ero sempre al suo fianco».

Negli anni, Little Tony gli affidò abiti di scena, dischi, fotografie, strumenti, manifesti e riconoscimenti. «Gli dicevo: tutto questo materiale deve avere un futuro. Lui sapeva che con me sarebbe stato custodito e valorizzato». Tra i pezzi simbolo anche lo smoking indossato al Festival negli anni Sessanta, centinaia di 45 giri, jukebox originali e un libro fotografico di 700 pagine in cui l’artista ripercorre la propria carriera. «In quel libro cita un solo amico per nome: me. Questo è il regalo più grande», racconta Valerio, ricordando che negli ultimi anni di vita di Tony discutevano spesso di come rendere la collezione accessibile a tutti. Inizialmente avevano pensato a Montebelluna, città dove Tony era cittadino onorario, ma non riuscirono a trovare uno spazio adatto per ospitare la collezione. 

«Una notte mi sono svegliato alle tre e ho pensato: ho un palazzo di mia proprietà a Valdobbiadene, perché non farlo lì?», spiega Valerio. Così la collezione trova ora spazio all’interno della galleria d’arte del Palazzo Simon Benetton, in un dialogo tra arte, moda e spettacolo. L’ingresso sarà a offerta libera e la mostra sarà aperta al pubblico dal 5 marzo. «Voglio che sia alla portata di tutti. Il nostro pubblico è gente semplice. Tony la pensava così», conclude Valerio.

Il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, definisce la mostra «un regalo alla comunità»: «Arricchisce l’offerta culturale del territorio e potrà attirare appassionati della musica degli anni Cinquanta e Sessanta. Non è scontato che qualcuno investa risorse proprie in un progetto permanente di questo tipo. E Roberto lo ha fatto. E così, mentre Sanremo celebra le nuove voci, tra le nostre colline di Valdobbiadene centinaia di ricordi raccontano un’altra stagione della musica italiana».

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