Natura, responsabilità e un'isola da proteggere: la pièce al Teatro Cuminetti
«A fil di cielo. Canto per chi vola». Un giovane biologo custode di un’isola e degli animali, li protegge e combatte per loro
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Natura, responsabilità e un'isola da proteggere: la pièce al Teatro Cuminetti
di Roberto Brumat«A fil di cielo. Canto per chi vola». Un giovane biologo custode di un’isola e degli animali, li protegge e combatte per loro
Natura, futuro e responsabilità verso l’ambiente nella pièce A fil di cielo. Canto per chi vola di Solares Fondazione delle Arti, lunedì 1 marzo (ore 20.30) al Teatro Cuminetti di Trento. La storia è quella di un’isola fuori dalle rotte tradizionali, popolata da pochi pescatori e migliaia di uccelli, che arrivano solo in primavera e si sistemano tra le rocce dei vulcani per deporre le uova e ripartire. Tra i nativi dell’isola c’è un ragazzo che ha imparato a conoscere tutti gli animali e le piante, le rocce e la misteriosa vita del mare.
Il custode dell'isola
La passione lo porta a diciotto anni a trasferirsi in una grande città per studiare Scienze ambientali. Quando torna diventa il custode dell’isola e degli animali: le tartarughe, che su quelle spiagge vengono a deporre le uova e gli uccelli che hanno eletto quel sito come la più grande colonia di Berte Marine del Mediterraneo. Il ragazzo le studia, ne esplora i nidi, impara a farsi riconoscere da loro, monitora. Combatte la sua battaglia per la salvezza degli animali, e di quell’isola. Lo spettacolo è fatto di parole e di immagini, grazie ai tanti schermi che consentono di unire più racconti. A fil di cielo narra le vite di un posto difficile, straordinario, dove ciascuno (persone e animali) ha il diritto di esserci.
Una gioventù che resiste
È il canto di una gioventù che resiste e che intende inventare un insolito tipo di futuro. «Oggi più che mai sentiamo il bisogno di stare dentro domande che non hanno risposte semplici, ma che riguardano tutti: il rapporto con la natura, la cura dei luoghi, il senso di responsabilità verso ciò che ci precede e che verrà dopo di noi», dice Alessandro Gallo, direttore artistico di Solares Fondazione delle Arti. Per questo la pièce vuole essere un atto poetico e civile che prova a tenere insieme immaginazione e realtà, emozione e conoscenza. È un lavoro che parla di custodia, di resistenza silenziosa, di scelte individuali che diventano gesto collettivo. E’ andata in scena anche nelle scuole, nei luoghi di incontro e di formazione. «Lo facciamo nella convinzione che il teatro, fatto anche di video, paesaggio, narrazione e incontro tra artisti e comunità, serva a generare domande necessarie – conclude Gallo - . Il teatro deve assumersi il rischio della complessità, accompagnare senza cercare di proteggere». Testi e regia sono di Gianluigi Gherzi, interpreti Maria Vittoria Barrella e Giuseppe Semeraro, riprese video Marcella Foccardi, Videoartist, regia e montaggio video Ivonne Capece.
La rassegna
Lo spettacolo è nell’ambito della rassegna del Centro Servizi Culturali Santa Chiara in collaborazione con Muse e Coordinamento Teatrale Trentino. Produzione Solares Fondazione delle Arti Teatro delle Briciole, residenza artistica Teatro la Cucina di Milano. Biglietti su www.centrosantachiara.it numero verde 800013952.
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27 febbraio 2026 ( modifica il 27 febbraio 2026 | 19:55)
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