Rettore: «Sanremo? Il mio primo festival nel 1974: avevo un hotel distante dal centro e dovevo studiare per la maturità»
Corriere della Sera - Cultura

Rettore: «Sanremo? Il mio primo festival nel 1974: avevo un hotel distante dal centro e dovevo studiare per la maturità»

Venerdì 27 febbraio 2026
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La camaleontica artista veneta: «In quegli anni preferivo Castrocaro, ma oggi quel palco spacca a livello internazionale e mi diverte. Ho il mio pronostico per il vincitore»

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Rettore: «Sanremo? Il mio primo festival nel 1974: avevo un hotel distante dal centro e dovevo studiare per la maturità»

di Giacomo Candoni

La camaleontica artista veneta: «In quegli anni preferivo Castrocaro, ma oggi quel palco spacca a livello internazionale e mi diverte. Ho il mio pronostico per il vincitore»

Animo punk, sguardo magnetico, personalità provocatoria e voce graffiante:Rettore è un’icona della musica italiana. Nonostante non sia in gara, in questi giorni è a Sanremo e risponde con l’energia che la contraddistingue tra una sistemata a trucco e parrucco e un’intervista radiofonica.

Che ricordo ha della sua prima volta sul palco del Festival?
«Era il 1974, cantavo "Capelli sciolti" ed eravamo ancora al Casinò. In realtà a me non interessava partecipare a Sanremo perché preferivo il Festival di Castrocaro. Inoltre, ero all’ultimo anno del liceo linguistico, stavo preparando la maturità e non sapevo se pensare alla musica o allo studio. Mi avevano messo in un albergo lontano dalla città e quindi non ho neanche vissuto l’atmosfera. La prima volta sul palco dell'Ariston è invece stata la prima volta che si usava il teatro, nel 1977: un ambiente completamente diverso, dagli arredamenti agli stili dei cantanti».

Che cosa direbbe oggi alla Rettore di allora?
«Ha fatto bene a studiare perché senza le ore passate sui libri non avrebbe scritto i testi che ha scritto, in particolare da Splendido splendente in avanti. Conoscere la lingua italiana e pronunciare in maniera corretta le parole è fondamentale per ogni cantante».

C’è un’edizione che le è rimasta nel cuore?
«Tutte sono sorprendenti a modo loro perché Sanremo non è solo il festival della canzone, ma anche della moda, della comicità, del cinema e degli sponsor: non è come un concerto all’Arena. Con le conduzioni di Amadeus  mi sono divertita molto».

Che cosa pensa del Festival di quest’anno?
«Mi sto divertendo molto perché è un’esplosione di colori e per le strade c’è un clima fantastico. Purtroppo, rimane un unicum in Italia, ci vorrebbero più Festival di Sanremo, più manifestazioni canore così per dare alla musica italiana lo spazio che si merita».

Qual è l’artista che l’ha colpita di più?
«Da donna di spettacolo a cui piace lo spettacolo nella sua globalità dico Ditonellapiaga perché è la più attuale sotto ogni punto di vista e va incontro al mondo, dalla musica al modo di vestire. La sua presenza scenica spacca, quando è sul palco sembra di assistere ad uno show internazionale».

Un pronostico sul vincitore?
«Sal Da Vinci. Mi piace la sua musica melodica, il suo stile come autore, inoltre canta un brano capace di mettere d’accordo tutti e incarna l’uomo italiano».

Come definirebbe il Festival in tre parole?
«Ne basta una: è un circo, menomale senza animali».

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27 febbraio 2026 ( modifica il 27 febbraio 2026 | 18:38)

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