Le malefatte di Andrea e il classismo degli inglesi
Le malefatte di Andrea e il classismo degli inglesi
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Caro Aldo,
tanti sono dell’avviso che la monarchia nel Regno Unito abbia gli anni contati. Li ritengo in errore. Tuttavia, si registra tra gli inglesi (i giovani specialmente) un calo di popolarità postElisabetta II sotto il 50%. Ciò è segno che la Corona vive una fase di declino. Comunque sia, sono convinto che la monarchia stia ai britannici come il sombrero ai messicani (storia, tradizione, identità, orgoglio nazionale). Si provi soltanto a sostituire nell’inno nazionale inglese la frase «God save the King/Queen» con «God save the President». Impensabile. Oltretutto, impronunciabile. Lei cosa pensa?Alessandro Prandi
Caro Alessandro,
Il principe Andrea si è confermato non solo inadeguato al suo ruolo, ma anche complice di una rete internazionale in cui ricchi e potenti offrivano informazioni e denaro in cambio di giovani corpi, dimostrando di aver smarrito non solo il senso morale, non solo il coinvolgimento se non sentimentale almeno emotivo che l’amore richiede, ma anche la consapevolezza dell’uguaglianza tra gli esseri umani, convinti com’erano di essere al di sopra della giustizia. Paradossalmente, in questa vicenda Carlo si è comportato meglio della madre, che magari inconsapevolmente ha coperto il figlio prediletto, anche comprando il silenzio della principale accusatrice, poi morta suicida come molti, troppi in questa orrenda storia. Ma non sarà il «duca di Pork», come lo chiama Dagospia, a spiantare la monarchia inglese. «Siamo troppo classisti per diventare una Repubblica» ha detto un esperto. Non so se il Regno Unito sia più classista degli altri Paesi europei. Certo, il suolo spesso appartiene ancora ai nobili, e ci sono case di Londra che non puoi comprare senza liberarti dell’incubo che tra novantanove anni i discendenti di qualche aristocratico vengano a bussare ai tuoi dicendo: «Questa è casa mia, se ne vada». Ma i due più importanti leader politici dell’ultimo mezzo secolo, Margaret Thatcher e Tony Blair, avevano origini popolari. La premier conservatrice era figlia di un droghiere. Il padre del premier laburista era figlio di due attori e fu adottato da un operaio dei cantieri navali di Edimburgo. Poi certo i conservatori hanno avuto leader come Cameron e Johnson, educati a Eton. Ma non hanno fatto una bella fine.
27 febbraio 2026
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