Il santo che ancora ci sfida
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Il santo che ancora ci sfida

Giovedì 26 febbraio 2026
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L’università Iulm e le celebrazioni per Francesco d'Assisi: iniziative per pace e accoglienza dei rifugiati

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Valentina Garavaglia * | 26 febbraio 2026

L’università Iulm e le celebrazioni per Francesco d'Assisi: iniziative per pace e accoglienza dei rifugiati

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Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, figura che continua a interrogare la contemporaneità con la forza e l’attualità del suo messaggio. Francesco è, ancora oggi, un paradigma antropologico e civile capace di interrogare il presente, un’occasione di riflessione sui fondamenti della convivenza umana, sul rapporto tra sapere e responsabilità, tra uomo e ambiente e sul valore della pace come progetto storico.
Come Università Iulm abbiamo scelto di partecipare alle celebrazioni nazionali promosse dal Ministero della Cultura perché l’istituzione universitaria è per sua natura luogo di ricerca critica, dialogo interdisciplinare e formazione integrale della persona: il progetto Creature, creatori e creativi. Iulm per gli 800 anni di San Francesco interpreta questa missione mettendo in dialogo arti, comunicazione, spiritualità e linguaggi contemporanei.

Un programma di lezioni, film e workshop, aperti alla cittadinanza, tra storia, media e cultura europea. Francesco ha vissuto un’epoca segnata da conflitti politici, tensioni sociali e trasformazioni economiche profonde, non dissimili, per certi aspetti, dalle crisi contemporanee. La sua risposta non fu evasione dal mondo, ma proposta alternativa di relazione, fraternità universale, rispetto del creato e riconciliazione tra individui e popoli. In ambito accademico tali elementi offrono materia privilegiata per un dialogo tra discipline diverse, dalla storia medievale alla scienza politica, dal cinema alla poesia.
Protagonista di eccellenza del programma di eventi è padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa e Guardiano del Monte Sion, perché parlare di Francesco coincide con una riflessione sui percorsi di pace e sul dialogo interreligioso. L’incontro del santo con il mondo islamico costituisce uno degli episodi più significativi della storia medievale della pace: un gesto che anticipa la possibilità di un confronto fondato sull’ascolto reciproco piuttosto che sulla contrapposizione.

In un’università globalizzata, abitata da studenti e ricercatori provenienti da culture differenti, la celebrazione di tale eredità assume una funzione pedagogica concreta, una missione di inclusione, ma soprattutto di apertura. In particolare, per un Ateneo come il nostro, che fonda la propria identità sullo studio dei linguaggi, dei media e dei processi culturali, la lezione di Francesco rappresenta un invito a ripensare il modo in cui comunichiamo il mondo e lo abitiamo. La sua scelta radicale di semplicità e fraternità è, oggi più che mai, una provocazione etica: ci chiede di assumere responsabilità verso l’altro, verso le differenze, verso l’ambiente.
Un messaggio di pace e rispetto che continua a offrire categorie interpretative capaci di illuminare sfide contemporanee come quella di farsi costruttori di pace: questa iniziativa, infatti, si inserisce in un percorso più ampio dell’Ateneo che abbiamo voluto raccogliere sotto il segno di Iulm per la Pace, un impegno concreto che interpreta la pace come pratica quotidiana.

In quest’ottica la nostra comunità accademica promuove azioni di accoglienza per studenti rifugiati, offrendo borse di studio, esoneri dalle tasse e ospitalità nelle residenze universitarie. Iulm aderisce alla Rete delle Università italiane per la Pace, promossa dalla Fondazione Crui, che riunisce gli atenei impegnati nel sostegno della cultura di pace, nonviolenza e dialogo attraverso la ricerca e la didattica, e contribuisce alla costruzione di una rete nazionale di ricerca e formazione sui temi della nonviolenza e della cooperazione, mediante la partecipazione al Dottorato Nazionale in Peace Studies. Sul piano internazionale, Iulm ha inoltre sviluppato progetti come il programma InZone con l’Università di Ginevra, portando formazione universitaria nei campi profughi in Giordania e Kenya e molto altro, come testimoniano i risultati dell’Ateneo nel Times Higher Education Impact Ranking nelle categorie Pace, giustizia e istituzioni solide.
Celebrare gli 800 anni di San Francesco significa ribadire che cultura e pace sono inseparabili e che i conflitti sono il frutto dell’ignoranza e mai della conoscenza, perché la prima difesa della democrazia è la difesa dell’intelligenza e dei valori che ci rendono umani.

Come Università Iulm intendiamo continuare a percorrere questa strada, con la convinzione che l’educazione e la comunicazione possono essere potenti strumenti di trasformazione.
È questo lo spirito con cui guardiamo a Francesco, non in chiave nostalgica o celebrativa, ma dinamica: la sua proposta, semplice e radicale, si fonda su una logica di relazione e reciprocità ben precisa.
In un contesto accademico segnato dalla crescente specializzazione del sapere, tale testimonianza ribadisce l’esigenza di un sapere integrale, capace di connettere conoscenza scientifica ed etica della responsabilità, e di un sapere creativo, che possa contribuire a costruire immaginari capaci di riconciliare l’essere umano con la natura e con gli altri.
In questo senso, la memoria di questi 800 anni francescani ci stimola a una progettualità responsabile, orientata non solo all’innovazione, ma anche alla cura del mondo condiviso.
* Rettrice IULM

26 febbraio 2026

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