Fiducia nei trapianti ma occorre chiarezza sul cuore di Domenico
Oggi dobbiamo tutti avere il coraggio di parlare del fallimento di questo trapianto, specie (tanto più) se si tratta di un fatto inatteso e forse evitabile
Fiducia nei trapianti ma occorre chiarezza sul cuore di Domenico
Maria Frigerio | 26 febbraio 2026Oggi dobbiamo tutti avere il coraggio di parlare del fallimento di questo trapianto, specie (tanto più) se si tratta di un fatto inatteso e forse evitabile
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Il fallimento del trapianto di cuore del piccolo Domenico è un evento che, come cittadini, ci colpisce e ci lascia smarriti, pieni di dubbi se non di rabbia. E può minare la fiducia nei medici, nella medicina, nel servizio sanitario, incluso l’intero sistema dei trapianti, con ricadute negative sulla propensione alla donazione degli organi a cui già si oppone da anni circa il 30 per cento degli italiani.
Per questo diversi rappresentanti del mondo dei trapianti, medici, associazioni di pazienti come l’Aido, e altri, animati dalle migliori intenzioni, citano numeri e statistiche, raccontano storie straordinarie di vite salvate grazie al trapianto.
Giusto, ma forse non è questo il momento giusto. Si potrebbe essere tentati di archiviare questo trapianto, fallito in circostanze di rarità assoluta, come un’anomalia in un sistema che sostanzialmente funziona. Ma oggi non si deve, non si può (e probabilmente non serve) invitare il pubblico a distogliere lo sguardo da quelli che, come Domenico e la sua famiglia, rappresentano una minoranza sfortunata, per rivolgerlo invece ai tanti successi del trapianto. Oggi dobbiamo tutti avere il coraggio di parlare del fallimento di questo trapianto, specie (tanto più) se si tratta di un fatto inatteso e forse evitabile.
Le variabili e i passaggi critici di un trapianto di cuore sono moltissimi, e sono la competenza, la collaborazione multidisciplinare, l’attenzione, la cura a far sì che l’esito più probabile — quindi atteso — sia il successo. Si può comprendere un fallimento per cause o eventi non prevedibili o non prevenibili, o a condizioni di rischio calcolato, che si era ritenuto ragionevole affrontare con il consenso del paziente (nei casi pediatrici, dei genitori).
Se si provoca un incidente mortale per distrazione o eccesso di velocità non contano i punti sulla patente o l’ora della giornata, non fa differenza che si tornasse dalla discoteca piuttosto che dall’ospedale dove era stata ricoverata d’urgenza una persona cara. Analogamente, se da medici siamo distratti o non rispettiamo i protocolli concordati, e questa distrazione o violazione è causa o concausa della morte di un paziente, poco conta quanto siamo stati bravi, quante vite abbiamo salvato fino a quel momento. Fare le cose con cura, salvare le persone, questa è la sostanza del nostro lavoro: non possiamo distrarci e dobbiamo rispettare le regole. Punto.
Perciò oggi da medici dobbiamo, a fianco della famiglia e del sentire dei cittadini, chiedere che sia fatta rapidamente chiarezza sui punti oscuri e sconcertanti di questa vicenda (tra cui ad esempio se è stato usato ghiaccio secco — o la sequenza temporale delle decisioni sul reinserimento e la permanenza di Domenico in lista d’attesa per un secondo trapianto, a partire dal giorno del primo), nella massima trasparenza, evitando il rimpallo delle responsabilità, senza lamentarsi dell’attenzione dei media, e senza trincerarsi dietro i successi e le eccellenze che pure esistono. Solo così possiamo sperare di ricucire lo strappo e ripristinare la fiducia, a vantaggio prima di tutto dei pazienti che continuano ad avere bisogno di cure.
26 febbraio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Maria FrigerioFiducia nei trapianti ma occorre chiarezza sul cuore di Domenico
Giovedì 26 febbraio 2026 di Antonio PolitoIl senso politico del referendum
Giovedì 26 febbraio 2026 di Danilo TainoQuestione tedesca di nuovo tra noi?
Mercoledì 25 febbraio 2026 di Paolo FallaiLe proporzioni possono essere deprimenti
Mercoledì 25 febbraio 2026 di Andrea RiccardiPapa Leone nell'isola dei migranti
Mercoledì 25 febbraio 2026 di Federico CellaOra è l’AI che ci assume: cade la nostra centralità nel mondo
Mercoledì 25 febbraio 2026 LEGGI TUTTIGli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.
Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti