Vita (e oggetti) oltre la morte. L'indagine della compagnia Fondamenta zero al Piccolo Teatro Carambolage
A Bolzano uno spettacolo che è anche gioco interattivo col pubblico: una riflessione tra paura di scomparire e voglia di lasciare un segno
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Vita (e oggetti) oltre la morte. L'indagine della compagnia Fondamenta zero al Piccolo Teatro Carambolage
di Roberto BrumatA Bolzano uno spettacolo che è anche gioco interattivo col pubblico: una riflessione tra paura di scomparire e voglia di lasciare un segno
Quando non ci saremo più, scompariremo e basta o avremo lasciato un segno? Attorno a questo interrogativo ruota Resterò per sempre nella foto di uno sconosciuto, rappresentazione teatrale che la compagnia Fondamenta zero sabato porta a Bolzano al Piccolo Teatro Carambolage, con inizio alle ore 20. Interpreti ClaudiaManuelli, che è anche ideatrice e regista del lavoro, Oscar Bettini e Paolo Tosin, la drammaturgia è firmata da Elisa Emilia Scatigno. Ma sono gli oggetti i veri protagonisti di questo progetto di prosa e performance nato nel 2024 tra memoria e assenza, tra ciò che resta e ciò che se ne va, tra paura di scomparire e voglia di lasciare un segno. Oggetti chiusi dentro alcune scatole, ognuna delle quali racconta una storia che cambia in ogni rappresentazione. Ogni scatola reca scritto sopra il nome di chi ne era proprietario: il contenuto è ciò che, dopo la morte, è rimasto di lui o di lei.
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L’appuntamento di sabato si preannuncia serata di emozioni, ma anche di creatività e divertimento. Informazioni e biglietti (20 euro gli interi e 15 i ridotti) sul sito www.carambolage.org o allo 0471 981790. Per assicurarsi un posto ai prossimi eventi al Carambolage, esistono abbonamenti validi anche nei Piccoli teatri di Merano, Bressanone e Brunico e nei Vereinigten Bühnen Bozen (Palchi Uniti di Bolzano), che danno diritto a chi si abbona di accedere a prezzo ridotto al Carambolage.
«Fondamenta zero», nata nel 2018 a Monte San Savino (Arezzo), è formata dagli attori Elena Ferri, Claudia Manuelli, Elisa Scatigno, Paolo Tosin e Oscar Bettini, diplomati all’Accademia Teatrale Veneta (Teatro Stabile del Veneto) che si sono dati l’obiettivo di scandagliarel’essenza del nostro tempo dominato dall’individualismo. «Sembra sempre più inevitabile – dicono i protagonisti della compagnia - cercare rifugio nella tecnologia, provando a sostituire alla nostra vita una realtà alternativa (anche virtuale) rispondente ai nostri desideri». Questa formazione ha esordito nel 2018 con il teatro per ragazzi Alle Porte. Resterò per sempre nella foto di uno sconosciuto vuole essere una giocosa riflessione sul difficile tema della morte. Al pubblico viene chiesto di entrare in relazione con la scena partecipando a un gioco diviso in fasi, ognuna scandita da un tempo. La prima fase annuncia che tra 60 minuti qualcuno morirà: potrebbe essere chiunque. Il tentativo comune quindi è di salvare chi dovrà morire e chi è in sala ha il compito di cancellare o di fare durare nel tempo la memoria delle persone, ragionando poi sui motivi per cui è così difficile accettare che la vita non è per sempre. Ma va bene così, siamo tutti effimeri, sapere che di noi rimarrà forse solo la nostra faccia nella foto scattata da chi non conosciamo, ne è la prova.
26 febbraio 2026 ( modifica il 26 febbraio 2026 | 19:07)
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