Verona, gli abiti di Silvia Ortombina per i costumi della cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi in Arena
Corriere della Sera - Cultura

Verona, gli abiti di Silvia Ortombina per i costumi della cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi in Arena

Giovedì 26 febbraio 2026
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Classe 1982, originaria di Peschiera del Garda, la costume director e fondatrice dello studio Tiny Idols ha lavorato allo spot del Super Bowl diretto da Floria Sigismondi insieme a Pablo Patané

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Verona, gli abiti di Silvia Ortombina per i costumi della cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi in Arena

di Marianna Peluso

Classe 1982, originaria di Peschiera del Garda, la costume director e fondatrice dello studio Tiny Idols ha lavorato allo spot del Super Bowl diretto da Floria Sigismondi insieme a Pablo Patané

Dall’universo dei grandi live alla prossima cerimonia di Milano Cortina 2026: Silvia Ortombina firma i costumi di Life in Motion, l’apertura delle Paralimpiadi del 6 marzo all’Arena di Verona. Classe 1982, originaria di Peschiera del Garda, la costume director e fondatrice dello studio Tiny Idols ha lavorato allo spot del Super Bowl diretto da Floria Sigismondi insieme a Pablo Patané e ora si appresta a vestire la «bellezza dell’umanità in movimento» in un evento globale prodotto da Filmmaster. Un ritorno alle origini che sa di futuro, dove adaptive wear, sostenibilità e innovazione diventano linguaggio estetico universale.

Com’è iniziata quest’avventura paralimpica?
«Ho presentato un pitch creativo un anno fa, sono arrivata nella shortlist e, alla fine, il team creativo guidato da Alfredo Accattino e Adriano Martella ha scelto la mia proposta. Da lì è iniziato un lavoro fatto di workshop con il regista Marco Boarino, il coreografo Yoann Bourgeois e i designer coinvolti: ognuno portava la propria visione e io traducevo in una grammatica visiva attraverso i costumi».

Com’è passare dallo styling al disegno creativo?
«Il mio lavoro principale resta lo styling, ma per le Paralimpiadi preferisco parlare di costume direction perché agisco come un aggregatore di talenti. Ho coinvolto designer specializzati in adaptive wear per creare soluzioni specifiche per atleti con disabilità, ma ho puntato tantissimo anche sulla circolarità. Utilizzeremo materiali di recupero, tessuti provenienti da cooperative sociali come la LF23 di Bologna e persino costumi che avevo già realizzato, come quelli per il video del coreografo Emiliano Pellisari, già visti nel trailer, ridisegnati per un altro segmento all’interno della cerimonia».

In molti la associano al look di Blanco...
«Sì, dopo il successo di Sanremo con i look firmati Valentino, stiamo già lavorando al suo prossimo album e al tour che partirà ad aprile. Quello con Riccardo è un rapporto di autenticità rara: abbiamo trasformato elementi iconografici, come il mantello o certi tagli di pantaloni sviluppati con Pierpaolo Piccioli di Valentino, in veri e propri codici di brand».

Quest’anno non è a Sanremo?
«Dopo dieci anni di presenza fissa, stavolta salto. L’unico ponte con il Festival è Dardust, per cui ho studiato l’outfit: sarà ospite domani, durante la serata delle cover, accanto a Ermal Meta. Dario passerà dal palco dell’Ariston a quello dell’Arena, dato che è tra i protagonisti musicali della cerimonia insieme a icone come Stewart Copeland e i Meduza».

Quanto pesa il legame con Verona e la sua famiglia?

«Molto più di quanto pensassi: mia madre e mia zia avevano un’azienda tessile di outerwear, mia nonna cuciva e mio zio lavorava in Germania con Peter Steinebronn sulle divise olimpiche invernali austriache. Solo mentre lavoravo a questa cerimonia ho realizzato che il cerchio si stava chiudendo. E poi c’è l’Arena, dove ho lavorato tante volte con artisti per i loro live, ma questa è la prima occasione in cui firmo un lavoro così grande disegnando i costumi. È una responsabilità enorme e allo stesso tempo un ritorno a casa. Quando crei abiti pensati per esistere solo lì, davanti a milioni di persone, capisci davvero quanto la moda possa diventare racconto collettivo. Il costume non è un oggetto, è un veicolo di significato».

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