Premio Bagutta: Domenico Starnone vince l’edizione dei cent’anni
Lo scrittore scelto per «Destinazione errata» (Einaudi). L’opera prima all’esordiente Marta Cristofanini per «Selenide» (Racconti edizioni)
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Premio Bagutta: Domenico Starnone vince l’edizione dei cent’anni
di IDA BOZZILo scrittore scelto per «Destinazione errata» (Einaudi). L’opera prima all’esordiente Marta Cristofanini per «Selenide» (Racconti edizioni)
Domenico Starnone (foto di Claudio Guaitoli)
Il più antico riconoscimento letterario italiano, il Premio Bagutta, fondato nel 1926, premia nell’edizione dei cent’anni Domenico Starnone, con il romanzo Destinazione errata (Einaudi): lo ha annunciato la giuria, presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti (e composta dal segretario Andrea Kerbaker, e da Marco Amerighi, Rosellina Archinto, Eva Cantarella, Elio Franzini, Umberto Galimberti, Davide Mosca, Elena Pontiggia, Enzo Restagno, Mario Santagostini, Roberta Scorranese, Alessandra Tedesco, Valeria Vantaggi). Oltre al vincitore della sezione maggiore, il premio all’opera prima è andato a Marta Cristofanini, per le novelle di Selenide (Racconti edizioni).
«Per il centesimo compleanno del Bagutta — ha spiegato la presidente Bossi Fedrigotti — abbiamo cercato e trovato in Domenico Starnone un autore meritevole non solo per il romanzo Destinazione errata ma anche per il suo lungo e impeccabile cursus honorum». Una scelta che riflette l’attenzione del Bagutta alla qualità di scrittura, e che ha premiato il libro, recitano le motivazioni, «per la sua freschezza narrativa». «Da scrittore più che esperto — proseguono le motivazioni —, Starnone tiene le fila della vicenda capitolo dopo capitolo, con la rapidità tipica del romanzo breve, senza sciogliere del tutto la tensione; e questo senza mai venire meno alla qualità del fraseggio». Nel libro, un messaggio inviato dal protagonista alla persona sbagliata, «ti amo», da semplice equivoco conduce l’uomo fino all’orlo dello sconfinamento, del tradimento, sgretolando le certezze di tutti.
Autore di venticinque romanzi, premio Strega nel 2001 con Via Gemito (Feltrinelli, poi Einaudi), Starnone, raggiunto dal «Corriere», è felice del premio e con una battuta aggiunge: «Da giovani i premi servono come spinta, ma anche in vecchiaia fanno piacere. Ed è un gran piacere essere ritenuti freschi, nella scrittura, a 84 anni». Sulle qualità evocate dalle motivazioni, come la tensione che governa il romanzo pur partendo da un minuscolo episodio, conclude: «Io per principio scrivo sempre di cose piccole: nelle piccole storie si trovano cose cui si fa poco caso, il gioco è scavare sempre di più per tenere l’attenzione del lettore. Certo, il modo più facile per attirare l’attenzione di chi legge è mettere, fin dalla prima pagina, un cadavere in camera da letto. Ma io non l’ho mai fatto: in camera da letto si trovano cose molto più spaventevoli!».
Un libro che ha messo d’accordo tutti, in giuria, racconta Andrea Kerbaker, segretario del Bagutta: «Un autore con una storia importante, ma che finora mancava nell’albo d’oro. E lo stile della scrittura a noi sta molto a cuore, siamo attenti ai valori che sedimentano. Questo poi è un libro che somiglia molto allo scrittore, ironico, non comico ma quasi sornione».
Le tappe del premio nel 2026 si affiancano a quelle del centenario: domenica 1° marzo (ore 11.30), si celebrano i cent’anni di storia a Milano, a Palazzo Marino, ospiti il sindaco Giuseppe Sala, l’assessore Tommaso Sacchi, con Bossi Fedrigotti, i sostenitori del premio Francesco Micheli e Martina Fiocchi, e il presidente del Fai Marco Magnifico, e con le letture da Carlo Emilio Gadda, Italo Calvino e Natalia Ginzburg, storici vincitori. La sera la cerimonia finale, con la cena a inviti nella sede offerta da Francesco Micheli; e nei mesi successivi la mostra sul secolo del Bagutta alla Kasa dei libri di Milano, e altre iniziative che si concluderanno a BookCity.
25 febbraio 2026 (modifica il 25 febbraio 2026 | 21:06)
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