«Lina e il sasso», il nuovo romanzo di Covacich: tra desiderio, colpa e amore
Corriere della Sera - Cultura

«Lina e il sasso», il nuovo romanzo di Covacich: tra desiderio, colpa e amore

Mercoledì 25 febbraio 2026
3 visualizzazioni

Il libro dello scrittore triestino parte con lo sguardo «capace di accendere il cosmo intorno a lei» di Lina, bimba di 9 anni con la sindrome di Down

La scaletta della seconda serata di Sanremo 2026: 1 15 cantanti in gara, orari e conduttori di stasera al Festival

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

«Lina e il sasso», il nuovo romanzo di Covacich: tra desiderio, colpa e amore

di Francesca Visentin

Il libro dello scrittore triestino parte con lo sguardo «capace di accendere il cosmo intorno a lei» di Lina, bimba di 9 anni con la sindrome di Down

C’è un anziano lupo che chiede ospitalità agli animali per cucinare una zuppa di sasso in un’antica favola ungherese, che in Italia è conosciuta soprattutto nella versione di Anais Vaugelade. Questa storia per bambine e bambini, «La zuppa di sasso» è la preferita della piccola Lina, tra i protagonisti del nuovo romanzo dello scrittore triestino Mauro Covacich Lina e il sasso (La nave di Teseo). Il sasso nella fiaba, messo in pentola, naturalmente non cuoce mai e diventa il pretesto con cui il lupo si assicura una vera zuppa, perché gli altri animali aggiungono ingredienti per dare sapore. Il sasso è il simbolo di qualcosa in cui continuare a credere, quell’utopia collettiva che ritorna. Lina, luminosa e ingenuamente sfrontata, adora questa storia, se la fa raccontare all’infinito. E il libro di Covacich parte proprio con lo sguardo «capace di accendere il cosmo intorno a lei» di Lina, bimba di 9 anni con la sindrome di Down.

Un intreccio di personaggi

C’è un intreccio di personaggi nel romanzo, oltre a Lina, la mamma Elena, insicura, insoddisfatta, ossessionata dalla forma fisica, Max il suo compagno scrittore in crisi che nasconde segreti, Carlotta l’ex di Max, giornalista televisiva di successo, dalla doppia vita. Poi c’è il vero padre di Lina, che sembra ambiguo per buona parte della narrazione. Attraverso questo gruppo di persone, due mondi, due nuclei famigliari che appaiono lontanissimi e finiranno invece per intrecciarsi pericolosamente, Covacich racconta una storia completamente differente da quelle dei suoi libri precedenti, anche nel ritmo narrativo. In Lina e il sasso, la narrazione scorre in terza persona, con voci diverse per ognuno dei personaggi, senza un «io» narratore che guida, ma con intonazioni personali e differenti.

Sembra una storia semplice all’inizio, un nucleo famigliare formato da Elena sua figlia Lina, il compagno Max, che non è il padre di Lina ma se ne prende cura, vive alla periferia di Roma, in un quartiere popolare. Poi la narrazione sterza, crea giravolte, decolla, prende strade sorprendenti.
Arrivano i misteri. L’ex di Max, Carlotta, giornalista televisiva rampante che vuole rilanciare la sua vita dopo che Max l’ha lasciata per Elena, una volta spente le telecamere del programma cerca consolazione in incontri di sesso spinto con sconosciuti. A turbarla irrompe un misterioso hater che la ossessiona e perseguita online... Da qui le vicende si ingarbugliano e iniziano i colpi di scena.

Il corpo

Non compare Trieste in questo romanzo, se non per un breve cameo, città di appartenenza di Covacich sempre presente in ciò che scrive. C’è però un’altra delle sue ossessioni, il corpo. Che nella storia traccia profili e confini di tutte e tutti. Anche di Lina, che indossa le sue differenze con candore, come una medaglia, lasciando una scia luminosa nelle esistenze di tutti, anche tra le pagine del libro. Il corpo, come in molti libri di Covacich, è protagonista, si impone, è il filtro attraverso cui i personaggi si percepiscono, la certezza a cui si aggrappano. Covacich, scrittore-maratoneta, l’ha detto più volte: «Il corpo è una mia ossessione, ho sempre lavorato su questo. È certezza della presenza nel mondo».

Tra desiderio, colpa e tenerezza

Nell’impossibile equilibrio della vita dei due nuclei famigliari, dove pagina dopo pagina tutto si trasforma e si rivela completamente differente, la narrazione diventa terremoto, cambiano equilibri e prospettive, si squarciano misteri, arrivano rivelazioni. E quei due mondi si intersecano sempre più, implodono e esplodono creando dinamiche sorprendenti tra tutti. Desiderio, colpa, tenerezza convivono in tensione costante, attraversano l’esistenza di ognuno. Il romanzo scorre come una favola, si tinge anche di risvolti da giallo, mantenendo però sempre una leggerezza di fondo.

Covacich in questo libro ha trovato un nuovo passo narrativo, uno sguardo meno ombelicale che riesce a vedere «oltre», costruendo una storia delicata e profonda.

Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto

25 febbraio 2026 ( modifica il 25 febbraio 2026 | 17:59)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Verona, il video della palazzina crollata a Negrar dopo l'esplosione

Travolta una famiglia: un morto e tre feriti nella frazione di Prun

L'informazione nella tua mail

Corriere del Veneto

Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo