In Gamec la mostra «Eau» di Ana Silva: la finezza dei ricami per una denuncia civile forte
L'allestimento apre il ciclo «Pedagogia della speranza». Domenica 1 marzo in piazza della Libertà Pievani e De Martin parlano di intelligenza artificiale
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In Gamec la mostra «Eau» di Ana Silva: la finezza dei ricami per una denuncia civile forte
di Federico FumagalliL'allestimento apre il ciclo «Pedagogia della speranza». Domenica 1 marzo in piazza della Libertà Pievani e De Martin parlano di intelligenza artificiale
La neve delle vette di «Pensare come una montagna» — il biennale progetto Gamec, da poco concluso — si è sciolta. Ed è diventata acqua. In francese «Eau», il titolo della mostra di Ana Silva, con cui apre «Pedagogia della speranza». Si chiama così il ciclo «dedicato all’educazione, come pratica di libertà e trasformazione» proposto per il 2026, cruciale anno di transizione per il museo.
«Ci stiamo avvicinando al trasferimento nella nuova sede — dice Simona Bonaldi, presidente Gamec —. Non significa solo spostarsi in uno spazio più grande, ma essere capaci di contribuire alla crescita della comunità». Aggiunge Lorenzo Giusti, direttore Gamec: «Al centro del progetto c’è un Public Program interdisciplinare che, lungo tutto l’anno, integrerà pedagogia, arte e cultura tecnico scientifica. Sono previsti incontri, seminari, tavole rotonde e workshop». I dettagli dell’articolato percorso sono in via di definizione. Ma ecco i primi appuntamenti.
«Eau» apre oggi, nello Spazio Zero della Gamec fino al 6 settembre. L’artista angolana-portoghese Ana Silva, alla prima personale in una istituzione italiana, è una sorpresa. «Con il linguaggio del ricamo, Ana Silva denuncia la carenza d’acqua in Angola». Il messaggio forte, civile e politico, arriva chiaro attraverso strumenti per nulla aggressivi. Tessuti sottili magistralmente ricamati, istoriati con donne, bambini, animali. «Ana Silva — spiega Giusti — crea molto attraverso il principio della delega. Collaborano con lei numerosi soggetti, i suoi sono lavori a più mani. Pure bergamasche. Alcune ricamatrici locali, nei mesi antecedenti l’allestimento sono intervenute sulle creazioni dell’artista in mostra».
Domenica 1° marzo, doppio appuntamento in doppia location. In mattinata (ore 10), negli spazi Gamec c’è il workshop «EmpowerED. Esercizi di disapprendimento decoloniale». Alle 18, all’Auditorium di Piazza Libertà, il filosofo della scienza Telmo Pievani incontra Juan Carlos De Martin, del Politecnico di Torino. Al centro il tema del momento (dalla copertina del Time a Dargen D’Amico a Sanremo), l’intelligenza artificiale: «Chi educa chi nell’era dell’AI?». Conclude Sergio Gandi, assessore alla cultura: «La multidisciplinarietà costituisce il principio guida della programmazione. Questo viaggio ci traghetta alla nuova Gamec, per cui lavoriamo senza perderci in polemiche e critiche. Ma con fiducia e speranza».
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25 febbraio 2026
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