Ode all'ultimo con Gianni Fantoni in «Fantozzi. Una tragedia»
Corriere della Sera - Cultura

Ode all'ultimo con Gianni Fantoni in «Fantozzi. Una tragedia»

Mercoledì 25 febbraio 2026
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Fino a domenica primo marzo al Teatro sociale lo spettacolo con la regia di Davide Livermore

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Ode all'ultimo con Gianni Fantoni in «Fantozzi. Una tragedia»

di Nicole Orlando

Fino a domenica primo marzo al Teatro sociale lo spettacolo con la regia di Davide Livermore

«Cinquant’anni fa l’ultimo era un impiegato. Pieno di cambiali, eppure capace di mantenere una famiglia. Oggi quell’impiegato che può permettersi un mutuo e le vacanze estive appare un privilegiato: l’ultimo può essere un rider sottopagato». Cambia il contesto, ma «c’è sempre un ultimo a cui ritagliare il nome Fantozzi. Ci sono tanti Fantozzi e per questo lui non morirà mai».

Una maschera pesante come l’eredità immateriale di un intero Paese, leggera come la risata (amara) di chi sopravvive al proprio destino e, per questo, ancora più tragica. Gianni Fantoni racconta «Fantozzi. Una tragedia», al Teatro Sociale dal 25 febbraio fino a domenica primo marzo 2026. Lo spettacolo è diretto da Davide Livermore, con drammaturgia di Fantoni e Livermore, Andrea Porcheddu e Carlo Sciaccaluga, ispirata ai racconti di Paolo Villaggio. In scena anche Cristiano Dessì, Lorenzo Fontana, Rossana Gay, Paolo Giangrasso, Marcello Gravina, Simonetta Guarino, Ludovica Iannetti e Valentina Virando: con Fantozzi tornano la Pina, Mariangela, Filini, Calboni, la signorina Silvani e l’Onorevole cavaliere conte Catellani, maschere a loro volta di adulazione e cattiveria, egoismo e disincanto.

La società non è cambiata: a scandire il cambiamento è piuttosto la tecnologia «che, invece di salvarci, spesso ci complica la vita. Non facciamo altro che tirarci addosso sfighe automatizzate. Alexa, mappe digitali, tutto sembra perfetto finché qualcosa non si guasta», sottolinea Fantoni. È qui, continua l’attore, che sta l’attualizzazione «insita nella scrittura di Villaggio. I classici funzionano così: ancora oggi il suo umorismo è sensazionale». Una scrittura che, per definizione, dovrebbe «invecchiare male, proprio perché la comicità è la prima cosa che si sbriciola con il tempo. Invece resiste: perché, anche se la società cambia, i suoi meccanismi restano intatti».

La maschera di Fantozzi ha segnato la carriera di Fantoni, che ricorda: «Ho iniziato come concorrente di “Stasera mi butto” con Gigi Sabani, cercavano imitatori e io portavo molti personaggi, ma poi mi hanno obbligato a fare solo Villaggio. Mi ha portato molta fortuna». Gli incontri con l’attore genovese si sono poi moltiplicati fino alla partecipazione di Fantoni all’ultimo film dedicato al ragioniere Ugo Fantozzi e alla collaborazione per realizzare lo spettacolo, compresa la cessione dei diritti teatrali. Un vero e proprio passaggio di consegne: «Un conto — sottolinea Fantoni — è fare un’imitazione, un altro è diventare il personaggio che ha creato lui. È stata una grande responsabilità e adesso posso dire che siamo riusciti a ottenere quello che volevamo. Nonostante io abbia dei tratti fisici simili infatti non propongo un’imitazione, bensì un’interpretazione tridimensionale. E anche gli altri attori, tutti eccezionali, non imitano: sono caratteri, maschere letterarie». 

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro nazionale di Genova, andrà in scena al Teatro Sociale alle 20.30, mentre domenica alle 15.30.  

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