La banalità del furto
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La banalità del furto

Mercoledì 25 febbraio 2026
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La banalità del furto

di Massimo Gramellini | 25 febbraio 2026

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Tra i poliziotti e i carabinieri accusati di piccoli furti nel negozio Coin di stazione Termini ce ne sono parecchi che in quello stesso luogo hanno arrestato decine di ladri, recuperando e riconsegnando merce rubata per centinaia di migliaia di euro. Quindi alcune persone contengono moltitudini e dentro la stessa divisa si possono nascondere un galantuomo e un lestofante? Certo, e non sarebbe una novità, ma qui c’è qualcosa di più. C’è che i furtarelli erano così diffusi, e la loro entità così minima, da passare inosservati a molti controlli, compreso a quello preventivo della coscienza.

Tanto per cominciare, il lavoro sporco era affidato a una cassiera che prelevava dagli scaffali merce di piccolo taglio — borsette, biancheria intima, cosmetici — la liberava dalle placche antitaccheggio e la infilava nelle buste di agenti e appuntati, non prima di avere battuto uno scontrino fasullo o puramente simbolico. Come ricompensa, pare ottenesse pacchi di generi alimentari. Uno scambio in natura, e in disinvoltura. Chissà quanti di quei tutori dell’ordine avevano davvero la percezione di compiere una malefatta. E quanti invece avranno pensato «lo fanno tutti, e che sarà mai?». Non solo saranno andati a dormire sereni, ma non avranno avvertito alcuna contraddizione nel mettere le manette ai ladri di profumi e poi nel rubarne uno loro. Le coscienze particolarmente indulgenti riescono a trasformare anche un furto in un saldo.

25 febbraio 2026

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