Chi molesta le donne deve stare in prigione
Corriere della Sera - Cultura

Chi molesta le donne deve stare in prigione

Venerdì 4 settembre 2026
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Firenze, la telefonata di 20 minuti al 112 dal bagagliaio e la polizia che individua l'auto. Ma Vella getta Lorena Isceri nel vuoto e si uccide

Chi molesta le donne deve stare in prigione

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
è con profonda frustrazione che scrivo queste righe. Abbiamo tre figli, l’ultima di 14 anni. Abbiamo appreso con sconcerto della scarcerazione del commerciante accusato di abusi nei confronti di una 13enne. Questo individuo, dichiarandosi pentito, è tornato libero. Non ho parole, neanche quelle per rispondere a mia figlia sul perché di questa decisione.
Massimo Balzola

Si fa tanto parlare di protezione delle donne dagli abusi, di lotta ai femminicidi, di contrasto alla violenza di genere e poi, nei fatti, si può decidere tranquillamente di rimettere in circolazione un pericoloso abusatore seriale?
Bruno Peiré, Genova

Cari lettori,
detesto espressioni tipo «facciamoli marcire in cella» o «buttiamo la chiave». Però inquieta l’idea che un molestatore seriale sia libero di uscire dal carcere e magari di rendersi irreperibile. All’evidenza quest’uomo aveva pensato che in Italia si potesse fare alle donne quello che gli pareva. Aveva già molestato la tredicenne. L’ha rifatto. Pochi minuti prima aveva messo le mani addosso a un’altra donna. Il fatto che si sia pentito non ci tranquillizza. Ci mancherebbe altro che fosse fiero di quello che ha fatto.
La sensazione di insicurezza non dipende soltanto dal numero dei reati (siamo sicuri che le molestie e le violenze sessuali siano tutte denunciate?). Dipende dal senso di impunità che anima i violenti, e dalla mancanza di certezza della pena che attanaglia le vittime. Le forze dell’ordine rischiano in prima persona, ma spesso il loro lavoro viene vanificato.
Ogni volta che si accende una polemica, si tira fuori il conflitto tra politica e magistratura, e di conseguenza il referendum. Ma il referendum non c’entra nulla. I cittadini si sono espressi in maggioranza per l’indipendenza della magistratura. E hanno detto no a quella che, con buona pace della «sinistra del Sì», era di fatto una richiesta di pieni poteri da parte di Giorgia Meloni. Ma mettere molestatori, stupratori, aggressori, violenti in condizione di non nuocere è semplicemente un provvedimento di buon senso, privo di valenza politica, dalla parte delle vittime e di tutti i cittadini, a cominciare dalle donne, che hanno diritto al rispetto e alla sicurezza.

4 settembre 2026 ( modifica il 4 settembre 2026 | 17:44)

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