Regione, spot tivù e testimonial come «Barutz» per spiegare ai veneti le «Case di Comunità»
Il presidente Stefani protagonista di un video con «Nonna Marisa». La campagna lanciata dalla Regione alla Mostra del Cinema di Venezia
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Regione, spot tivù e testimonial come «Barutz» per spiegare ai veneti le «Case di Comunità»
di Michela Nicolussi MoroIl presidente Stefani protagonista di un video con «Nonna Marisa». La campagna lanciata dalla Regione alla Mostra del Cinema di Venezia
Tre spot girati dal regista Matteo Menapace con testimonial d’eccezione e veicolati su canali digitali, stampa e tv locali per spiegare ai veneti cosa sono le Case di Comunità, dove possono trovarle, quali servizi offrono e come accedere. È la campagna lanciata giovedì dalla Regione nel proprio stand alla Mostra del Cinema di Venezia. Il primo video, che vede protagonisti il governatore Alberto Stefani e il comico Francesco Baruto in arte «Barutz», interprete di «nonna Marisa», punta sulla necessità di scegliere consapevolmente i centri sanitari a cui rivolgersi.
I controlli
Nel secondo l’assessore alla Sanità e cardiochirurgo Gino Gerosa incontra Mirko Bernardinello, il primo paziente in Italia da lui sottoposto a trapianto cardiaco con organo preso da donatore a cuore fermo, in attesa di una visita di controllo in uno di questi nuovi 99 maxi ambulatori aperti 7 giorni su 7 e h24 (altri 3 saranno attivati nel 2027), dove troverà una risposta mirata. Nel terzo Georgette Polizzi, artista e influencer nota al grande pubblico per la partecipazione a «Temptation Island» e affetta da sclerosi multipla, racconta la sua storia e l’importanza del Fascicolo sanitario elettronico, che le ha semplificato la gestione dei percorsi sanitari. «Ho aderito subito al progetto — dice Georgette, che come gli altri due testimonial è «a costo zero» — è molto importante, soprattutto per chi, come me, vive la malattia tutti i giorni». «Un trapiantato ha bisogno di controlli frequenti e senza attese — ricorda Mirko — bisogna far conoscere alle persone questi nuovi servizi, più evoluti».
«Ho aderito subito al progetto»
«Appoggio molte campagne sociali — rivela Barutz — interpretare una nonna mi permette di arrivare alle fasce più fragili della popolazione e indirizzarle verso le strutture in grado di accogliere le loro necessità».
«L’iniziativa, finanziata dal Pnrr, punta pure a promuovere l’uso corretto del 116.117, il numero unico per le richieste di assistenza territoriale non urgenti, contribuendo a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso — spiega Gerosa — e il Fascicolo sanitario elettronico. Contiene le informazioni sanitarie del cittadino, che può consultarlo in qualsiasi momento, così come i propri medici, su sua autorizzazione».
Come è nata l'idea
La campagna durerà tre mesi e si articola in due fasi: la prima, affidata ai testimonial, è dedicata alla promozione della consapevolezza da parte dei veneti dell’esistenza e delle funzioni di Case della Comunità, 116.117 e FSE. La seconda sarà declinata sui territori dalle Usl per le informazioni di servizio, come la dislocazione dei maxi ambulatori al centro della riforma dell’assistenza territoriale voluta dal Pnrr. «Siamo partiti da un sondaggio — rivela l’assessore alla Sanità — le Case di Comunità risultano ancora poco conosciute: il 43% degli intervistati ne ha sentito parlare ma solo il 24% conosce quella più vicina a casa. Però il 67% ci andrebbe se presenti nel proprio Comune e l’80% le giudica positivamente».
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4 settembre 2026 ( modifica il 4 settembre 2026 | 16:40)
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