Venezia, le bandiere di Iran e Israele sventolano una accanto all'altra alla Mostra del Cinema: «L'Onu dell’arte»
In sala tra gli altri ci sono film iraniani, film di autori israeliani, un film – Dau – di un regista russo dissidente, Ilya Khrzhanovsky
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Venezia, le bandiere di Iran e Israele sventolano una accanto all'altra alla Mostra del Cinema: «L'Onu dell’arte»
di Sara D'AscenzoIn sala tra gli altri ci sono film iraniani, film di autori israeliani, un film – Dau – di un regista russo dissidente, Ilya Khrzhanovsky
La bandiera dell’Iran e la bandiera di Israele sventolano l’una accanto all’altra sul Palazzo del Cinema al Lido di Venezia. La loro vicinanza rappresenta meglio di altri simboli lo spirito della Biennale di Venezia, “l’Onu dell’arte”, come l’ha sempre definita l’ex presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, una sorta di organo sovranazionale nella quale le arti riescono nel dialogo là dove le diplomazie spesso si fermano.
Il Padiglione della Russia
Un motto che il presidente attuale della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, sostiene fermamente e ha difeso nei mesi scorsi fin da quando si è presentata l’opportunità di riaprire il Padiglione della Russia alla Biennale d’Arte e che è costato alla Biennale la sospensione del finanziamento di 2 milioni per il cinema da parte dell’Europa.
Le visioni del mondo
Alla Mostra del Cinema ci sono film iraniani, film di autori israeliani, un film – Dau – di un regista russo dissidente, Ilya Khrzhanovsky; un film, Naza, girato dia registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor in Palestina. Il mondo del cinema è un po’ come le bandiere che sventolano sul Palazzo del Cinema: parla un linguaggio di vicinanza, anche laddove è difficile. E anche le parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli, pronunciate il 3 settembre all’inaugurazione dell’Italian Pavillon, sono sembrate andare nella direzione della piena riconciliazione con Buttafuoco: «La critica, l'autocritica il confronto anche aspro tra persone che si stimano, si vogliono bene e tra persone che hanno visioni del mondo a volte anche irriducibili le une con le altre può avvenire soltanto nel mondo libero».
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4 settembre 2026
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