Venezia 83, il canto libero di Nanni Moretti: il regista in gara con con «Succederà questa notte»
Nel cast figurano Hippolite Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Akerman Kvie, Elena Lietti, Antonio De Matteo e Andrea Lattanzi
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Venezia 83, il canto libero di Nanni Moretti: il regista in gara con con «Succederà questa notte»
di Sara D'AscenzoNel cast figurano Hippolite Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Akerman Kvie, Elena Lietti, Antonio De Matteo e Andrea Lattanzi
Se il mio film non piacerà ai critici ma piacerà al pubblico, dirò che l’ho fatto per il pubblico; se piacerà ai critici e non al pubblico, dirò esattamente il contrario; e se non piacerà né ai critici né al pubblico? Beh, dirò che va fortissimo in Francia». È il 1981 e Nanni Moretti, classe 1953, a 28 anni è in concorso alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia con «Sogni d’oro», il suo terzo film.
La storia di Moretti con la Mostra
Anche quell’anno — come questo — a Venezia in concorso ci sono cinque film italiani su venti in gara per il Leone d’Oro e Nanni, con la storia di un regista frustrato che gira un film su Freud, finirà per intascarsi il Premio Speciale della Giuria da dividere col brasiliano «Non portano lo Smoking» di Leon Hirszman. Ma soprattutto qualche fischio in Sala Grande alla lettura dei premi, perché quel film, a Venezia, qualche sopracciglio l’aveva fatto alzare.
Otto anni dopo, nel 1989, Moretti al concorso non ci arriverà nemmeno: il direttore della Mostra di allora, Guglielmo Biraghi, bollerà «Palombella Rossa» come «non certo il migliore Moretti» e finirà come «Evento speciale nell’ambito della Settimana della critica», una proiezione creata apposta per lui in una sezione parallela curata dal Sindacato critici cinematografici italiani nata per valorizzare gli esordienti, non certo un sesto film.
Gli aneddoti
Eppure la storia del dirigente del Pci che perde la memoria, metafora di quel Partito Comunista Italiano che allora stava perdendo l’identità oltre che la memoria, sarà il film italiano più applaudito della Mostra e la ferita di quel mancato invito terrà il regista romano (nato a Brunico) lontano dal concorso del Lido per ben 37 anni. Per ripicca Moretti pretese, inizialmente, che il film fosse proiettato in lingua originale (l’italiano), ma senza i sottotitoli che a suo dire distraevano dalla visione.
La conferenza stampa del film, raccontata dalle cronache di allora è un pezzo di storia della Mostra, con i giornalisti accalcati per assistere: «Complimenti per «Palombella Rossa» esordisce un giornalista. «Lo credo bene», risponde lui. «Il suo è l’unico film che non ci ha annoiati», dice un collega. «Ma scrivetele sui vostri giornali, queste cose, dite quello che pensate. Alle proiezioni per la stampa son tutti lì a sghignazzare, poi al momento di scrivere, tutto viene annacquato», risponde Moretti. Infine qualcuno, nelle prime file, si mette a litigare sotto gli occhi di tutti. E il regista sbotta: «Ma insomma, io sono una persona nervosa, ed è vero; sono isterico, ed è vero; sono ossessivo, ed è vero. Ma anche voi mica scherzate. Basta un festival per tirarvi fuori il peggio».
I film in gara
Da allora i suoi film andranno sempre in anteprima a Cannes, con una Palma d’Oro per «La Stanza del Figlio» nel 2001, ma anche, negli ultimi anni, con qualche freddezza da parte dei francesi. Due anni fa il primo timido ritorno col restauro di «Ecce Bombo», il suo secondo film, premiato come miglior restauro e soprattutto accolto con calore nelle proiezioni veneziane. Tanto che Moretti, solitamente così schivo e riservato, in quell’occasione continuò a parlare col suo pubblico anche fuori dalla sala dove pochi fortunati avevano assistito alla presentazione della copia restaurata.
Oggi che torna finalmente in gara a Venezia con «Succederà questa notte» , secondo approccio alla letteratura dell’israeliano Eshkol Nevo (Gerusalemme, 1971) dopo «Tre Piani» (2021) al Lido c’è una gran voglia di ricominciare. E lo si fa da una storia interpretata da due attori legatissimi a Moretti: Jasmine Trinca, che esordì con lui ragazzina nella «Stanza del Figlio» nel ruolo della figlia di Nanni e Louis Garrel, che ha sempre portato i suoi film da regista al cinema Sacher e a Moretti è legato da amicizia cinefila. Il film è ancora una volta una storia corale e come «Tre Piani» ambientato in un condominio, con storie che si intrecciano. «Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?», è la scarna frase che accompagna la presentazione del film, di cui è trapelato poco, se non un video in cui gli attori, durante la lavorazione, ripresi a coppie, separatamente o in tre cantano la canzone di Achille Lauro, «Incoscienti giovani», Moretti compreso.
Il film è un libero adattamento della raccolta di racconti «Legàmi» (Gramma Feltrinelli, 2024) di Nevo e uscirà nelle sale il 3 dicembre con 01 Distribution. Al Lido la prima sarà alle 19.15 il 5 settembre in Sal Grande. Nel cast, oltre allo stesso Moretti, figurano Hippolite Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Akerman Kvie, Elena Lietti, Antonio De Matteo e Andrea Lattanzi che proprio a «Bimbi Belli», la rassegna di film promossa dal Cinema Sacher e dedicata ai giovani autori, aveva vinto il premio miglior attore per il film «Io e il Secco» di Gianluca Santoni (2023).
Nell’unica clip trapelata si vede Louis Garrel arrivare a un campetto di basket dove stanno giocando alcuni ragazzini, salutare il figlio e poi rubargli la palla per fare canestro, salvo poi andarsene gridando «Canestrooo», in tutto e per tutto come un alter ego del Moretti di quarant’anni fa. È presto per sapere se l’accoglienza veneziana sanerà la ferita di «Palombella Rossa», ma certo che aver aspettato 45 anni da «Sogni d’oro» per poter riavere un’opera di Moretti in gara nel suo Paese deve far riflettere.
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4 settembre 2026
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