Se la corruzione diventa normalità
Corriere della Sera - Cultura

Se la corruzione diventa normalità

Giovedì 3 settembre 2026
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In America l’accusa di corruzione viene, oltre che dal 91% di democratici e dal 90% di indipendenti, anche da un 83% di repubblicani

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Se la corruzione diventa normalità

Massimo Gaggi | 3 settembre 2026

In America l’accusa di corruzione viene, oltre che dal 91% di democratici e dal 90% di indipendenti, anche da un 83% di repubblicani

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Mentre alla Casa Bianca il presidente mostra con orgoglio l’ultimo regalo ricevuto, telefoni da tavolo coi bordi d’oro e il logo della Cisco, e mentre da ieri gli americani possono acquistare la moneta da un dollaro con la faccia di un Donald Trump ringiovanito e con una foltissima capigliatura (venduta in confezioni da cento pezzi a 154 dollari), un sondaggio della Gallup indica che per l’89% degli americani il governo degli Stati Uniti è corrotto.

I cittadini dell’Unione non sono mai stati teneri con Washington: già vent’anni fa l’accusa di corruzione era al 73%. Trump si era fatto eleggere proprio con la promessa di «prosciugare la palude». I quasi 9 americani su 10 che dopo un decennio di trumpismo giudicano l’Amministrazione corrotta dovrebbero suonare quasi come una campana a morto per il leader conservatore, addirittura più del continuo calo della sua popolarità nei sondaggi: secondo l’indagine Gallup, infatti, l’accusa di corruzione viene, oltre che dal 91% di democratici e dal 90% di indipendenti, anche da un 83% di repubblicani.

Ma, col voto di midterm che sarà comunque un testa a testa e con Trump che rimane il motore della campagna elettorale della destra, bisogna considerare un’altra ipotesi: Trump, sfrontato nell’usare a raffica il ruolo presidenziale a fini di arricchimento suo o della sua famiglia, potrebbe aver suscitato, dopo un’iniziale generica indignazione, una sorta di assuefazione, almeno da parte del suo elettorato.

Certo, ci sono candidati repubblicani silenti ma rosi dal timore che gli arricchimenti di Trump e del suo clan, possano pesare sul voto dei forgotten men: i bianchi impoveriti che avevano abbandonato i democratici, abbagliati dalle promesse di riscatto di The Donald. Magari i miliardi guadagnati in criptovalute, in titoli di Wall Street, gli investimenti familiari in giro per il mondo, il jumbo jet ricevuto in dono dal Qatar, contribuiranno, col prezzo della benzina salito alle stelle per la guerra, a far perdere le elezioni al Grand Old Party.
Ma intanto, come già avvenuto su altri fronti per gli eccessi di Trump — dalla diffusione di linguaggi brutali, volgari, antidemocratici, fino agli scavalcamenti del Congresso e alle forzature della Costituzione — anche per la corruzione si rischia una sorta di normalizzazione. Magari punteggiata da isole di indignata rassegnazione.

3 settembre 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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