La guerra dei mappamondi: quando il potere cambia la geografia
Il caso del Lago Ontario, diventato sulle mappe Google ed Apple Lago America, secondo la volontà di Trump, non è una novità
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La guerra dei mappamondi: quando il potere cambia la geografia
Massimo Sideri | 3 settembre 2026Il caso del Lago Ontario, diventato sulle mappe Google ed Apple Lago America, secondo la volontà di Trump, non è una novità
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È stato il gioco di regnanti e potenti, per secoli: plasmare mappamondi, cancellare terre, ribattezzare luoghi. Il caso del Lago Ontario, diventato sulle mappe Google ed Apple Lago America, secondo la volontà di Trump, non è certo una novità. Semmai ciò che ci deve colpire è la rapidità: nell’era artificiale anche il cambio del mondo si fa con un click. In realtà le mappe condivise sono un’illusione: sulle cartine inglesi le isole al largo dell’Argentina sono le Falkland. In quelle spagnole Malvinas. Per compensare le posizioni, esiste anche una bizzarra «diplomazia del mappamondo»: nelle mappe internazionali, come quelle dell’Onu, non si scontenta nessuno e compaiono ambedue i nomi, con ordini invertiti. Come accadrà al povero Lago Ontario.
Lo stesso fenomeno sta accadendo anche su alcuni territori ucraini, diventati russi a seconda dell’editore e della fonte e delle simpatie. La guerra si fa anche con la propaganda cartografica. Oggi abbiamo dimenticato che, fino alla caduta del muro di Berlino, su alcuni libri di geografia occidentale l’Urss era contraddistinta da un’unica pennellata che ingrigiva interi territori e che ricordava quelle scritte dei vecchi globi: Hic sunt leones o Finis Terrae. Fu questo il motivo del successo del più grande cartografo di tutti i tempi, Vincenzo Maria Coronelli: i suoi globi, vere opere d’arte, erano desiderati dai sovrani come Luigi XIV per mostrare i propri regni (e deformarli a propria immagine). Diversa è la storia del primo mappamondo, preservato miracolosamente a Norimberga: costruito da Martin Behaim, non conteneva l’America. Ma per sfortuna: venne costruito nel 1492. Peraltro, per un curioso refuso, nella famosa Encyclopédie di Diderot e D’Alembert Colombo avrebbe scoperto l’America nel 1493. Per riscoprire una dimensione magica e avventurosa del mondo, come era apparso a Marco Polo, dovremmo tornare a Venezia dove c’è la mappa di Fra Mauro del 1450 e un’Italia a testa in giù, come tutto il resto, prima che il Polo Nord occupasse la posizione in alto dei globi. Con Colombo il mondo si fece da desiderio locale a brama globale. Ne fu uno degli esempi più atroci il cosiddetto globus Columbus o globo di Hitler, per mostrare l’impero del male, il Reich, come nei sogni irrealizzati del führer. Lo comprese Charlie Chaplin nell’indimenticabile film del 1940 «Il grande dittatore» dove un mappamondo giocattolo vola leggero: l’insostenibile follia del potere esiste e ha forma sferica.
3 settembre 2026
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