Metro Colosseo, prossima fermata Prix Versailles: ma la «stazione archeologica» non è accessibile alle persone con disabilità
Corriere della Sera - Cultura

Metro Colosseo, prossima fermata Prix Versailles: ma la «stazione archeologica» non è accessibile alle persone con disabilità

Giovedì 3 settembre 2026
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Vacilla la candidatura della fermata Colosseo-Fori Imperiali al prestigioso concorso francese, che premia non solamente la stazione metro più bella ma anche quella che rispetti i necessari criteri di sostenibilità

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Metro Colosseo, prossima fermata Prix Versailles: ma la «stazione archeologica» non è accessibile alle persone con disabilità

di Irene Chieli

Vacilla la candidatura della fermata Colosseo-Fori Imperiali al prestigioso concorso francese, che premia non solamente la stazione metro più bella ma anche quella che rispetti i necessari criteri di sostenibilità

Il polo museale della stazione Colosseo-Fori Imperiali

Punta ad arrivare fino in Francia il fascino della nuova fermata della metro C: la stazione Colosseo-Fori Imperiali, inaugurata a dicembre 2025, parteciperà al prestigioso Prix Versailles 2026, il concorso internazionale di architettura e design. Che, però, non premia solamente la stazione metropolitana più bella, ma anche quella che si rispetti i necessari criteri di sostenibilità. Oltre e prima dell’estetica, c’è l’accessibilità. E questo potrebbe compromettere la candidatura della metro romana che, nella sua parte più suggestiva e innovativa, cioè l’area museale, risulta inaccessibile a persone con disabilità motoria. 

L'«insostenibile» bellezza della Metro C

Nonostante i problemi segnalati nei primi giorni successivi all'inaugurazione, come le infiltrazioni di pioggia, la fermata «più bella del mondo» ha richiamato a sé milioni di romani e turisti. Un viavai continuo, dovuto alle esigenze di mobilità e anche di turismo culturale. E, per quanto riguarda la parte relativa alla mobilità, gli ascensori in realtà ci sono, e i passeggeri possono dunque raggiungere senza difficoltà le banchine dal piano strada. Senza però potersi fermare nella zona che è il vanto della stazione, cioè il polo museale al piano intermedio, che custodisce i reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi per i lavori. Gli ascensori non prevedono una fermata al piano dell'area museale. E qui sta il nodo: il Prix Versailles non valuta solo l’estetica monumentale delle strutture, ma si ispira ai principi della dell’«intelligent sustainability» gestiti dal Segretariato Generale dell'Unesco.

Accessibilità vuol dire autonomia

Per questo motivo si è già messo in moto il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità che ha avviato un confronto con il Campidoglio per fare chiarezza sulla progettazione della metro, realizzata suddividendo la parte trasportistica da quella museale e presentandosi dunque solo «parzialmente accessibile». Anche qualora si procedesse con l’installazione di un montascale per ovviare al problema dell’accessibilità del polo museale, questo non sarebbe sufficiente: il supporto non darebbe comunque autonomia alla persona con disabilità, poiché sarebbe necessario l’ausilio di un funzionario per l’attivazione. E perciò non servirebbe a garantire la piena indipendenza dell’individuo.

Adamo, consigliere FISH: «Senza accessibilità non c'è eccellenza»

Michele Adamo, consigliere FISH (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) e segretario nazionale della UILDM (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) si indigna davanti alla candidatura della metro. Perché, innanzitutto, «le infrastrutture pubbliche devono essere accessibili a tutta la cittadinanza». E proprio per questo, a suo parere, si tratta di «un’opera incompiuta». Spiega: «Una stazione-museo candidata a un premio internazionale di architettura, ma non accessibile a tutti, è il simbolo di una progettazione che celebra se stessa dimenticandosi delle persone. Progettare uno spazio di grande valore artistico senza garantire a chiunque la piena e autonoma fruibilità significa trasformarlo in una barriera discriminatoria». Conclude quindi: «Senza accessibilità non può esserci eccellenza: è un fallimento culturale prima ancora che architettonico».

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3 settembre 2026 ( modifica il 3 settembre 2026 | 16:53)

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