I pozzi avvelenati e la scarsa fiducia in noi stessi
I pozzi avvelenati e la scarsa fiducia in noi stessi
di Ferruccio de Bortoli | 3 settembre 2026I tuoi preferiti
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Dopo l’episodio di Lipsia, che fa pensare a un’azione bellica vera più che a un episodio di guerra ibrida, crescono - e giustamente - le preoccupazioni per la capacità, soprattutto russa, di influenzare e avvelenare il dibattito pubblico nelle società democratiche. Un pericolo che non va assolutamente sottovalutato e ha fatto bene il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a richiamarlo con l’adeguato senso di gravità.
Basta leggere lo straordinario libro di Giuliano Da Empoli, Il mago del Cremlino (Mondadori) sull’ascesa di Putin, per avere coscienza almeno letteraria, della spietata raffinatezza nell’uso delle armi tossiche della disinformazione (e non solo) di uno stato autoritario. Il film con Jude Law nella parte del presidente russo è ora in programmazione su Sky. Senza voler depotenziare le minacce, ancor più gravi alla luce delle nuove tensioni, soprattutto tra Berlino e Mosca, vale però la pena di chiederci se la guerra ibrida non rappresenti anche un formidabile alibi per i partiti di governo occidentali.
Un voto sgradito o una grave crisi in qualsiasi parte d’Europa - era già così ma a maggior ragione d’ora in poi - avrà una sua spiegazione «ibrida». Colpa della disinformazione russa. Insidiosa e devastante, tutto quello che si vuole. Ma sarà sempre questa l’unica spiegazione? In Spagna, il primo ministro Pedro Sanchez si aggrappa all’ipotesi di un complotto di Mosca e di Gerusalemme per autoassolversi dal disastro di Ceuta. Forse accadrà qualcosa di analogo nei commenti sul voto di domenica prossima in Sassonia Anhalt per il quale si prevede una forte affermazione della filorussa AfD. Con questo non vogliamo dire che si possa abbassare la guardia. No. Ma neanche lasciar passare il messaggio che abbiamo paura del voto dei nostri cittadini, ritenendoli adolescenti ondivaghi di un sistema democratico, facilmente influenzabili dalla propaganda russa e incapaci di distinguere il falso, spesso assolutamente grossolano, dal vero. Perché se fosse così, i regimi autoritari avrebbero partita vinta sulle democrazie occidentali senza il bisogno di scatenare guerre ibride.
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