Baricco: «Il mare è un libro da leggere a voce alta». A Procida si parla di letteratura e di cambiamento climatico
Corriere della Sera - Cultura

Baricco: «Il mare è un libro da leggere a voce alta». A Procida si parla di letteratura e di cambiamento climatico

Giovedì 3 settembre 2026
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Torna Maretica, la rassegna che mette insieme narrativa, cinema, scienza. Con un Saluto all'Alba nell'isolotto di Vivara e una "flotta" in navigazione verso Ventotene

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Baricco: «Il mare è un libro da leggere a voce alta». A Procida si parla di letteratura e di cambiamento climatico

di Mirella Armiero

Torna Maretica, la rassegna che mette insieme narrativa, cinema, scienza. Con un Saluto all'Alba nell'isolotto di Vivara e una "flotta" in navigazione verso Ventotene

Alessandro Baricco

Nell’estate più calda di sempre ritorna una manifestazione che si distingue per la forte caratterizzazione identitaria e per l’interdisciplinarietà. Si tratta di «Maretica», al via da giovedì 3 a domenica nell’isola di Procida, che continua così – ospitando scrittori e artisti – a nutrire i suoi illustri fantasmi letterari. Ma non solo, perché nei tre giorni di «Maretica» interverranno anche scienziati. Il tema è quello del mare, come anticipa il titolo. Ed è quanto mai opportuno che quest’anno si parli non solo di romanzi e narrazioni, ma anche di cambiamento climatico e surriscaldamento degli oceani, argomento che dovrebbe essere prioritario soprattutto per l’agenda politica ed è bene ricordarlo in ogni occasione. 
A ideare e dirigere la manifestazione è Alessandro Baricco, intellettuale sempre più selettivo in quanto a partecipazioni e ospitate. Che però a Procida non si risparmia: «Perché per la nostra comunità il mare è una sorta di grande libro prezioso, che ci piace onorare, custodire e talvolta leggere a voce alta». 
La rassegna che unisce scienza, letteratura, musica e sport propone quest’anno incontri, spettacoli, laboratori, installazioni, performance e navigazioni, che stavolta vanno a lambire anche le coste di Ventotene, «nella convinzione che il mare non sia un confine tra le terre, ma uno spazio di incontro e di responsabilità comune». Tra gli ospiti di questa edizione, Eugenio Bennato e Franco Arminio, fresco di polemica «paesologica» con lo scrittore Christian Raimo, e poi lo scienziato Roberto Danovaro, tra i principali esperti di abissi, e il biologo-esploratore Carmelo Isgrò. Uno degli appuntamenti di particolare suggestione sarà il «Saluto al Mare» all’alba di domenica 6, ai piedi dell’isolotto di Vivara: un «rito musicale e di riflessione collettiva» ideato da Baricco e Gloria Campaner. Con scenofonia di Roberto Tarasco e l’improvvisazione vocale di Sonia Todaro. 
«Per questa edizione», spiega ancora Baricco, «ci siamo immaginati di navigare da Procida a Ventotene, ognuno sulla propria barca, seguendo una nave madre. Come uno stormo tenuto insieme da un’unica intenzione. Ci siamo immaginati di farlo partendo al mattino, e con l’unico scopo di stare in mare, con cura, su una rotta comune, come se fosse un gesto di meditazione. Poi ci è venuto in mente di aggiungere un piccolo rito, da compiere prima di partire. Lo abbiamo chiamato Saluto al Mare: un’oretta dopo l’alba ci si troverà tutti sulle barche nella baia di Vivara, si diventerà tutti un lago di musica – sappiamo come fare – e su quel sound un musicista canterà una melodia che per noi sarà quel Saluto». 
Venerdì in programma il convegno «I tesori delle profondità del mare», organizzato al Museo Civico in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli «L’Orientale»: biologi marini, giuristi, archeologi subacquei, rappresentanti delle istituzioni e operatori della tutela ambientale si confronteranno su ciò che il mare custodisce sotto la propria superficie: ecosistemi fragili e ancora poco conosciuti, risorse preziose per la ricerca e per la salute umana, relitti e testimonianze. Si parlerà di biodiversità, degli effetti dei cambiamenti climatici sulla vita negli oceani, della tutela delle praterie di Posidonia, di pesca sostenibile, aree marine protette e patrimonio archeologico sommerso. Infine, sabato 12 alle 7.30, a chiusura simbolica della manifestazione, torna la traversata in Sup dal porto romano di Baia all’approdo miceneo di Vivara. 

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