Bolzano, il Teatro Cristallo in mano alla Provincia: concessione fino a trent’anni, investimento da due milioni per la ristrutturazione
L’assessore Bianchi: «Vogliamo garantire continuità ai cittadini» Sullo sfondo a ristrutturazione dello Stabile che durerà 2 anni
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Bolzano, il Teatro Cristallo in mano alla Provincia: concessione fino a trent’anni, investimento da due milioni per la ristrutturazione
di Silvia M. C. SenetteL’assessore Bianchi: «Vogliamo garantire continuità ai cittadini» Sullo sfondo a ristrutturazione dello Stabile che durerà 2 anni
Dietro il sipario della cultura altoatesina si sta consumando una partita decisiva, a metà strada tra l’operazione immobiliare e la rivoluzione degli assetti teatrali. Con la scadenza del 30 settembre, ormai alle porte, la Provincia si appresta a blindare il futuro del Teatro Cristallo. L’operazione non si configura come un acquisto a titolo definitivo — ipotesi pure ventilata al tavolo delle trattative e declinata dalla proprietà — bensì come un diritto di superficie o una concessione d’uso di lungo periodo. Un blitz istituzionale guidato dal Patrimonio e dalla cultura per sottrarre la sala di via Dalmazia a un destino di incertezza, con un piano finanziario importante e uno scenario gestionale che si preannuncia sorprendente. Sul piano patrimoniale le bocce sono quasi ferme, in attesa dell’ultimo e definitivo avallo del consiglio parrocchiale della chiesa di Regina Pacis. «La concessione firmata anni fa è in scadenza e la struttura del Cristallo necessita di importanti interventi di ristrutturazione — conferma l’assessore provinciale al Patrimonio, Cristian Bianchi —. Siamo interessati a rinnovare il patto: la Provincia si farà carico di lavori stimati in circa due milioni. Un investimento che va dal tetto agli impianti elettrici, fino alla sala e alle poltrone, da distribuire nel corso degli anni».
Il futuro della struttura
In cambio della copertura finanziaria, Piazza Silvius Magnago otterrà una concessione che dovrebbe estendersi tra i 20 e i 30 anni. «Abbiamo già svolto le stime e fornito la documentazione al parroco: entro breve contiamo di chiudere la parte burocratica per garantire continuità ai cittadini», aggiunge Bianchi. Fatto l’immobile, resta da capire chi lo gestirà. Ed è qui che la cronaca virata alle dinamiche di palazzo si fa fumosa e ricca di ipotesi. L’attuale concessione scade e le norme amministrative impongono paletti stringenti. «L’intenzione è trovare una strategia per risolvere positivamente la questione e far crescere tutti — argomenta l’assessore provinciale alla Cultura, Marco Galateo —. Se la Provincia acquisisce il diritto di superficie, non può semplicemente assegnare l’immobile a un’associazione privata come quella del Teatro Cristallo senza passare da un bando pubblico».
Il rischio di una gara aperta
L’incubo, nemmeno troppo inverosimile, è che una gara aperta metta la struttura alla mercé di grosse realtà o cooperative da fuori regione capaci di sbaragliare la concorrenza locale al ribasso. Come evitare il rischio bando? Si fa strada un’ipotesi tecnica e politica tanto lineare quanto dirompente: affidare la struttura a un ente pubblico per via diretta, separando la gestione immobiliare e amministrativa da quella puramente artistica. Negli ambienti culturali si mormora di un coinvolgimento strutturale del Teatro Stabile come possibile soggetto gestore delle mura e delle maestranze. In quest’ottica, l’associazione Teatro Cristallo resterebbe in vita focalizzandosi esclusivamente sui contenuti e sulla programmazione del proprio cartellone, e la sua direzione artistica verrebbe incardinata con un ruolo di primo piano nel nuovo assetto. Un’operazione che offrirebbe tutele contrattuali e continuità al personale, ma che deve ancora superare il vaglio dei vertici del Cristallo, comprensibilmente gelosi della propria autonomia.
Acciaierie Valbruna, i dettagli dell'accordo per la concessione: canone da 1,7 milioni e manutenzione a carico dell'aziendadi Andrea Dalla Serra
Bolzano, inaugurato il nuovo studentato: offrirà 199 monolocali a 660 euro al mesedi Andrea Dalla Serra
Bolzano, bufera sull'Azienda dei servizi sociali: la nomina del direttore generale salta per «motivi personali»di Silvia M. C. Senette
Il riassetto del Cristallo rappresenta peraltro solo la prima tessera di un domino ben più complesso. All’orizzonte si staglia la gigantesca partita del Teatro Comunale di piazza Verdi. La struttura di proprietà del Comune, gestita dalla Fondazione Teatro Comunale e Auditorium partecipata congiuntamente da Comune e Provincia, va infatti incontro a una pesante ristrutturazione che, secondo le stime correnti, prenderà il via non prima del 2029 e terrà i battenti serrati per almeno due anni. Un cantiere imponente che richiederà un rilevante sostegno economico da parte di Palazzo Widmann per l’opera e per la ricerca di spazi alternativi. Senza sale di pari capienza in città, sul tavolo dei due assessorati e del Comune si valutano già le opzioni per non interrompere le stagioni: dall’adeguamento dei palazzetti dello sport fino all’allestimento di capienti tensostrutture provvisorie.
2 settembre 2026 ( modifica il 2 settembre 2026 | 10:30)
© RIPRODUZIONE RISERVATA