La giustizia è più forte della vendetta
Ogni epoca esprime il suo rapporto specifico con la realtà attraverso una etica comune. Qualcuno lo chiama progresso ma probabilmente si tratta solo di adattarsi con intelligenza ai cambiamenti che incalzano.
La giustizia è più forte della vendetta
Dacia Maraini | 31 agosto 2026Ogni epoca esprime il suo rapporto specifico con la realtà attraverso una etica comune. Qualcuno lo chiama progresso ma probabilmente si tratta solo di adattarsi con intelligenza ai cambiamenti che incalzano.
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C’è un confine che divide il tempo della vendetta dal tempo della giustizia ed è un confine che separa due tempi storici differenti non per ragioni etiche ma per un rapporto dell’essere umano con la realtà che è diventata più complessa e consapevole, più tecnologica che naturale. Giudicare il prima con gli occhi del dopo è fuorviante. Ogni epoca esprime il suo rapporto specifico con la realtà attraverso una etica comune. Qualcuno lo chiama progresso ma probabilmente si tratta solo di adattarsi con intelligenza ai cambiamenti che incalzano. La vendetta raccontata e celebrata dalla Bibbia non può essere guardata con occhi moralistici. Era un modo di applicare la giustizia che oggi consideriamo inadeguata. Non deve scandalizzare che Dio compisse vendette atroci senza tenere conto degli innocenti. Erano le dure leggi vicine a quelle naturali. Ciò che indigna non è la vendetta inserita in una storia appena uscita dal disordine di comunità neonate, ma è l’utilizzo che si fa oggi della vendetta come uno strumento di rivalsa, quando la storia ha avuto modo in tanti millenni di farci capire che la vendetta non aiuta la convivenza. Il mondo ci ha messo millenni per capirlo e oggi finalmente siamo arrivati a convincerci che la vendetta porta solo danni. Abbiamo imparato, con l’aiuto di grandi rivoluzionari spirituali come Cristo o Budda o Gandhi, che la vendetta è arbitraria e basata sulla forza. Mentre la giustizia, conquistata con fatiche immense, parte da una legge uguale per tutti, permette al colpevole di giustificarsi, alla vittima di dimostrare la sua ragione e a un giudice o a più giudici di stabilire torti e ragioni dopo avere ascoltato i presenti, gli esperti e cercato prove che premino la verità contro la menzogna. La giustizia presuppone anche il perdono e la comprensione. Oggi, chi pratica la vendetta diventa preda di un arcaismo sentimentale che lo destina alla sconfitta. A volte però questa sconfitta arriva dopo anni di tirannia, militare o religiosa. Purtroppo in questo periodo di regressione storica ci troviamo di fronte a molte pratiche politiche basate sulla vendetta. Capi di Stato che si dichiarano democratici si dedicano alle più antiquate soddisfazioni vendicative. Sarebbe bene ricordare comunque che la superiorità pratica e sociale della giustizia sulla vendetta non è un concetto occidentale ma universale. Chi lo nega si mette dalla parte del torto storico.
31 agosto 2026 ( modifica il 31 agosto 2026 | 20:35)
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