Enrica Tesio, blogger e scrittrice: «I buoni propositi di settembre? Come l'Oroscopo. Non ci credo ma fanno stare bene»
La «pagina bianca» dopo le ferie? «Una grande illusione collettiva. Ho sempre collegato questo periodo più a “cosa mi capiterà” che a “cosa farò”»
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Enrica Tesio, blogger e scrittrice: «I buoni propositi di settembre? Come l'Oroscopo. Non ci credo ma fanno stare bene»
di Federica VivarelliLa «pagina bianca» dopo le ferie? «Una grande illusione collettiva. Ho sempre collegato questo periodo più a “cosa mi capiterà” che a “cosa farò”»
Settembre è il mese in cui si promette di andare a correre, di iscriversi a corsi improbabili, di diventare disciplinati almeno fino a metà ottobre. «Ma i torinesi in fondo ci credono per davvero. Li vedo correre in lungo Po Antonelli e penso che io invece non sarò mai come loro», scherza Enrica Tesio. È lei, blogger e scrittrice torinese classe 1978 da «tre figli, due gatti, un mutuo, un affitto, un amore, spero l’ultimo perché sto invecchiando», che racconta come si sopravvive a questa stagione di buoni propositi. Risultato: una visione lucida, ironica e molto torinese.
Ansia da rientro o buoni propositi da fare?
«Settembre per me è come maggio: un mese di sopravvivenza. Non mi faccio prendere neppure dall’ansia: anzi, probabilmente gli ansiosi pensano che io sia pazza per quanto sembro tranquilla».
Eppure i torinesi a settembre diventano tutti dei piccoli Buddha motivazionali. Perché?
«Per la pagina bianca, immagino. Settembre è il nuovo gennaio. È il mese dei “da settembre inizio la dieta”, “da settembre riprendo lo sport”, “da settembre divento una persona migliore”. È la grande illusione collettiva. Però, attenzione: i torinesi secondo me ci credono davvero a questo nuovo inizio. Chi va in palestra, chi cerca nuove esperienze. Vedo un sacco di gente correre in lungo Po Antonelli. Non è una leggenda metropolitana: corrono davvero».
Settembre è un bel mese?
«Mi ricorda quando andavo in montagna con i miei nonni e cugini, in una vecchia casa a Mondovì. Mi ricordo la pubblicità degli zaini: per me erano campane a morte. Non per la scuola, ma perché significava che l’estate era ufficialmente evaporata. Ci sono quelli che dicono “che figo, ricomincia tutto” e quelli che odiano questo periodo: io, ovviamente, sono da sempre nel secondo gruppo».
Qualche buon proposito in programma?
«Questa cosa dei buoni propositi per me è come l’oroscopo. Non ci credo, ma se sono un po’ giù di morale lo vado a vedere. A seconda del periodo è il mio modo di dire: “Ok, sono incasinata, fammi almeno immaginare che potrei diventare una persona organizzata”».
Quindi un settembre libero da programmi in casa.
«In realtà ho sempre collegato questo periodo più a “cosa mi capiterà” che a “cosa farò”. Negli ultimi anni settembre è coinciso con la pubblicazione dei miei libri. Poi lavoro per un’agenzia, ho due settimane di ferie che non sono vacanze: sono un reset tecnico, come spegnere e riaccendere il modem. Appena inizi a rilassarti, ti arriva la notifica del rientro. L’idea del “grande ritorno” non so neanche più cosa sia. Quindi forse i buoni propositi si perdono anche perché non c’è quella grande pausa che ti permetta di pensare».
Almeno non c’è l’ansia nel cercare attività.
«Quello che non faccio io spero che lo facciano i miei figli: forse è per questo che ne ho fatti così tanti (ride). Anche se non sono mai riuscita a far fare loro un corso di musica. Avrei voluto farlo io, ma non sono mai riuscita a convincere nessuno di loro. Quest’anno ultima possibilità: mia figlia più piccola inizierà la prima elementare. Punto tutto su di lei. È la mia ultima speranza per i buoni propositi».
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31 agosto 2026
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